Non si è ancora spenta l'eco del danneggiamento e del furto con recupero lampo di affreschi dagli Scavi di Pompei che il sito archeologico torna alla ribalta. Tre persone hanno tentato la scorsa notte, verso le 2,30, di scavalcare il muro di recinzione dell'antica città nella zona limitrofa alla necropoli, ma sono state messe in fuga dal pronto intervento di alcuni custodi. Gli uomini della sicurezza hanno urlato ai tre di fermarsi, che, invece, hanno scavalcato le inferriate di recinzione, all'altezza di via Plinio e sono riusciti a fuggire. I custodi hanno notato solo due particolari: i caschi da minatore che i tre indossavano e la vettura recante targa straniera, sulla quale sono fuggiti e al cui interno probabilmente c'era un quarto complice. Gli addetti alla vigilanza non sono riusciti a leggere la targa della vettura né tanto meno a riconoscere il modello. In via Plinio e all'interno degli scavi non sono stati ritrovati attrezzi, mentre, secondo una prima ispezione, pare che dalle ville non manchi nulla. Nella notte, le forze dell'ordine sono ritornate negli scavi alla ricerca di elementi che possano far risalire agli autori di questo nuovo raid. L'episodio, confermato dal direttore degli scavi, Alfredo D'Ambrosio, non ha comportato però danni al patrimonio archeologico della antica città. Nessuna denuncia di tentato furto è stata presentata alle forze dell'ordine perché i tentativi di oltrepassare la recinzione in ore notturne non sono infrequenti. Il monitoraggio dell'area è particolarmente attento dopo il furto e il ritrovamento in meno di 48 ore di due porzioni di affreschi provenienti dall'ambiente 16 dell'insula dei Casti amanti, episodio che risale alla scorsa settimana. Un'ispezione inviata dal ministro per i Beni culturali, Giuliano Urbani, ha già definito ulteriori misure di sicurezza e di controllo degli scavi. Intanto, da oggi profumi ed essenze di duemila anni fa, piante aromatiche e urgenti della Pompei antica saranno protagonisti di un'originale mostra all'interno di una delle più interessanti domus vesuviane. Fino al 2 giugno, infatti la Soprintendenza archeologica aprirà al pubblico la Casa del profumiere con l'esposizione di profumi realizzati con le essenze e le tecniche degli antichi romani; 4.000 mq del giardino della casa, infatti, sono stati coltivati con 15 essenze o piante aromatiche dell'epoca. Sarà possibile testare le varie profumazioni, conoscere l'uso degli unguenti per la bellezza e la cura del corpo nell'antichità e acquistare i profumi che ancora oggi mantengono Inalterato il loro fascino.