Capodimonte: chiuso. La Floridiana: chiusa. Le biblioteche: chiuse. È la mappa nera della Notte bianca, una resa ai rischi e alle paure, alla droga nel bosco e agli scippi al Vomero. Tutto concordato tra la soprintendenza al Polo museale e la rappresentanza dei sindacati unitali, perché «quest'evento, per quel che ne so, è un modello incredibile di improvvisazione e di sciatteria», il timbro finale messo da Nicola Spinosa sulla polemica. Tutto mentre l'Unione generale lavoratori dei beni culturali scrive a Roma, chiedendo un coinvolgimento all'ultimo istante utile. Una rivendicazione che tira in ballo i 120 mila euro di incentivi stanziati dalla Notte bianca di Veltroni per i 700 lavoratori dei Beni culturali. «Questa invece è una festa a mezzo servizio», recrimina il responsabile sindacale Ugl, Renato Petra. Ma la chiusura di Capodimonte e della Floridiana era concordata coni colleghi delle altre sigle, ci tiene a precisare il soprintendente al Polo museale. E non per motivi economici. «Il parco di Capodimonte è a rischio durante il giorno, a maggior ragione lo sarebbe di notte. Per le mostre di Caravaggio e di Velàzquez - racconta Spinosa - riuscimmo a ottenere una postazione stabile di carabinieri e polizia all'esterno dei cancelli. Ebbene, gli scippi non furono evitati, come del resto accade ogni giorno dalle nostre parti». Un allarme o una resa, oppure tutt'e due, nella notte in cui Napoli chiama la folla in strada con la pretesa o il sogno di vivere da città normale. «Il bosco è occupato da scippatori, esibizionisti, spacciatori e consumatori di droga. L'esperienza precedente di tenere aperto il museo di Capodimonte fino alle 23, fece registrare una media di visitatori pari a 2 per sera. Parliamo della Floridiana? Ha un impianto elettrico adatto all'apertura fino alle 14: non può sostenere consumi fino a notte inoltrata. Per non dire che anche lì c'è il rischio di scippi e droga. Questa realtà non può essere scoperta solo in occasioni di iniziative del genere. Veltroni lavora un anno per la sua Notte bianca, noi improvvisiamo. Io, per esempio, ho saputo pochi giorni fa». Restano a disposizione dei visitatori il museo di San Martino, Castel Sant'Elmo, villa Pignatelli. Fino all'una della notte. «A villa Pignatelli - continua Spinosa - sono riuscito a organizzare degli spettacoli teatrali con l'assessore Furfaro. A San Martino terremo la chiesa illuminata. Ma per quel che ne so io, questa notte bianca, è un modello di improvvisazione e di sciatteria. In una città che di giovedì, venerdì e sabato è a rischio anche solo a mezzanotte, che cosa accadranno alle prime ore dell'alba? So che potrei essere accusato di disfattismo. Bisogna guardare la realtà dei fatti, ecco la verità. Non me la prendo con il sindaco, ma siamo in una situazione difficile. Molto difficile».
NOTTE BIANCA: Spinosa accusa "Troppa sciatteria"
La Notte bianca a Napoli è stata chiusa a causa di problemi di sicurezza. I sindacati hanno chiesto un coinvolgimento all'ultimo istante, ma la chiusura era concordata con i colleghi delle altre sigle. Il parco di Capodimonte e la Floridiana erano a rischio di scippi e droga, quindi è stato deciso di chiudere i musei. La soprintendenza al Polo museale e i sindacati hanno concordato di chiudere i musei per la notte. La Notte bianca era un evento di Veltroni, ma gli scrittori del sindacato hanno improvvisato. La chiusura dei musei è stata un modello di improvvisazione e di sciatteria, secondo il responsabile sindacale Renato Petra.
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