Rita Borioni ci invia il testo della risoluzione dei Democratici di Sinistra che impegna il Governo ad impegnarsi concretamente per il recupero e la protezione del patrimonio culturale in IRAQ. La risoluzione è stata accolta dal Governo. Risoluzione in Aula La Camera, premesso che: In diretta televisiva, nelle ore immediatamente successive alla caduta di Bagdad, i network ci mostravano il caos e la confusione in cui la capitale iraquena e altre città importantissime sono piombate. Saccheggi, regolamenti di conti e violenze. La totale mancanza di controllo ha reso possibile atti vandalici che hanno avuto come obiettivo anche i più importanti musei e biblioteche dell'Iraq. Saccheggi che hanno colpito al cuore la storia e i tesori di un paese dalle enormi ricchezze archeologiche. In queste ore, da più parti, sono giunti gli appelli di autorità culturali e scientifiche affinché vengano fermati i saccheggi e, anche se tardivamente, recuperati i tesori sottratti. Koichiro Matsuura, il direttore generale dell'Unesco, è intervenuto in prima persona chiedendo all'amministrazione americana azioni concrete per evitare la vendita illegale e clandestina dei tesori trafugati sia nel Museo Archeologico di Bagdad che in quelli di Mosul e Bassora. Il ministro Urbani assicura che l'Italia è "pronta a rimboccarsi le maniche per lavorare ad un progetto comune". L'Italia invierà il direttore generale per l'archeologia Giuseppe Proietti ad una riunione urgente dell'Unesco. Nelle ore immediatamente precedenti al 'sacco' di Baghdad, l'Università degli Studi Arabo Islamici e del Mediterraneo di Napoli, in base all'articolo 7 della Convenzione dell'Aja del 1954 per la protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato ratificata dal nostro paese nel 1958 con L. 2791958 - ha promosso un progetto di monitoraggio del patrimonio culturale dell'Iraq. Tra i vari obiettivi dell'iniziativa dell'Orientale anche l'elaborazione di una banca dati dei beni trafugati per agevolare l'opera, delicatissima a questo punto, di recupero. Il nostro paese già nel passato è stato teatro di conflitti, vittima esso stesso di saccheggi di guerra, e di gravi catastrofi naturali. In quelle occasioni l'aiuto della comunità scientifica internazionale è stato assolutamente fondamentale per evitare lo sgretolamento e la dispersione del nostro patrimonio culturale. Il nostro paese, anche in vista del ruolo propulsivo che gli sarà attribuito per il prossimo semestre di presidenza dell'UE, ha, tra gli altri, il dovere morale e scientifico di intervenire non solo con aiuti finanziari ma anche offrendo le risorse professionali, scientifiche e tecnologiche di cui è ricco Diversi archeologi italiani hanno già espresso la volontà di partire alla volta dell'Iraq. Si impegna il Governo A sostenere concretamente gli appelli dell'UNESCO e a farsi promotore e coordinatore esso stesso di iniziative e interventi diretti alla salvaguardia del patrimonio culturale dell'Iraq, un paese ferito dalla guerra e colpito in ciò che un popolo ha di più prezioso: la propria identità culturale e la memoria del proprio passato. Grignaffini, Chiaromonte, Carli, Innocenti, Sasso, Capitelli, Melandri, Tocci, Martella, Ruzzante, Montecchi, Lolli, Agostini.
Risoluzione dei DS sul recupero e la protezione del patirmonio culturale in Iraq
Il Governo italiano ha accettato di impegnarsi concretamente per il recupero e la protezione del patrimonio culturale in Iraq. La decisione è stata presa in risposta agli appelli dell'Unesco e di autorità culturali e scientifiche che chiedono fermata ai saccheggi e recupero dei tesori sottratti. L'Italia invierà il direttore generale per l'archeologia Giuseppe Proietti ad una riunione urgente dell'Unesco. Il paese ha già promosso un progetto di monitoraggio del patrimonio culturale dell'Iraq e ha espresso la volontà di partire alla volta dell'Iraq per offrire le risorse professionali, scientifiche e tecnologiche di cui è ricco.
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