Il ministro della Cultura avverte: «Le risorse a mia disposizione sono del tutto insufficienti ROMA «La famiglia non si tocca oppure salta tutto»: così il ministro dei Beni Culturali, Rocco Buttiglione commenta l'ipotesi di una riduzione delle risorse stanziate in Finanziaria per le politiche familiari. «Sento delle voci che non mi piacciono per niente», ha detto Buttiglione per il quale «se si dovessero toccare le risorse destinate alla famiglia si rimetterebbe inevitabilmente tutto in discussione». Ma il ministro è impegnato anche su un altro fronte: quello dello spettacolo che, per ironia della sorte o per le maliziose alchimie di Tremonti, beneficerebbe di eventuali tagli al fondo per le famiglie (leggi il pezzo qui accanto, ndr.) Buttiglione, come si ricorderà, ha minacciato di lasciare la poltrona ministeriale se ci saranno tagli: «Non so se le mie dimissioni apriranno una crisi politica - ha detto Buttiglione - ma io giudico le risorse a disposizione del mio ministero del tutto insufficienti. Dunque, se verranno confermati i tagli, dovranno cercare qualcuno più bravo di me capace di gestire le cose con le poche risorse che ci sono. Io non ne sono capace e sono pronto ad andarmene». Buttiglione ha quindi spiegato che «non è solo una battaglia per il cinema o la lirica, ma anche per la prosa, per i musei, libri, per gli archivi. Dobbiamo difendere il paese su tutto questo ampio fronte». La manovra che sposta i soldi dalla famiglia allo spettacolo non piacciono ai Ds. «Soldi che sono certo meglio di niente, ma non sono sufficienti» ha dichiarato in una nota la senatrice Vittoria Franco, responsabile nazionale diessina per la Cultura commentando la notizia che il Fus (Fondo unico per lo spettacolo) verrebbe parzialmente reintegrato nel maxiemendamento alla Finanziaria con una parte dei 140 milioni di euro distolti dagli stanziamenti per la famiglia. «Se le notizie confuse di oggi (ieri per chi legge, ndr.) verranno confermate, le proteste del mondo dello spettacolo avranno avuto qualche effetto - dichiara la senatrice Franco -Tuttavia va sottolineato che anche se i 140 milioni di euro distolti dal Fondo per le famiglie venissero interamente devoluti al Fus, cosa che non sembra, esso non verrebbe reintegrato neppure rispetto alle cifre dello scorso anno». In secondo luogo, continua il comunicato: «è chiaro che una scelta di questo genere evidenzia in quale conto il governo tiene sia i beni culturali che la famiglia».