Roma, la giunta sfratta le bancarelle. «Ma non trasformiamola in museo» VITTORIO SGARBI Così si cancella la componente di caravaggismo, la storica dimensione popolare ROMA I pittori di piazza Navona sono pronti a incatenarsi anche alla Fontana dei Quattro Fiumi. Ai cavalletti, intanto, hanno appeso eloquenti cartelli: «Sfrattati da Veltroni», «Da Navona a Lampedusa». La lotta dura è cominciata: «Da qui non ce ne andremo», annunciano. Ma l'operazione-decoro ormai è scattata e la Giunta del Campidoglio approverà domani in via definitiva la delibera che romperà l'assedio eterno di bancarelle e abusivi. Ieri il primo passo: l'approvazione degli indirizzi per la nuova organizzazione. A poco a poco, dal salotto berniniano, verranno dunque mandati via tutti gli artisti e gli «urtisti» (i venditori di ricordi) che da sempre invadono il superbo catino barocco. Il Comune ha già chiarito che per loro troverà altre piazze, altre strade del Centro (Ponte Sisto, Castel Sant'Angelo) . I lavoratori, però, non si sentono rassicurati. «Vogliamo restituire a piazza Navona il prestigio che compete a uno dei luoghi più belli del mondo», ha spiegato il sindaco di Roma, Walter Veltroni. Nascerà, così, una speciale taskforce per tenere alla larga l'esercito di ambulanti che a tutte le ore vende sui marciapiedi false griffe, foulard, bandane, busti del Papa e magliette di Totti. Anche i ristoranti dovranno adeguarsi, i tavolini dei bar dovranno arretrare, molti ombrelloni verranno chiusi per consentire una miglior visuale dei monumenti. La piazza, infine, verrà completamente restaurata in stile '800 e saranno eliminati i marciapiedi. Qui, però, cominciano le critiche. «Errore», avverte Vittorio Sgarbi, il noto deputato e critico d'arte, che a piazza Navona, tra l'altro, ci abita. «Non condivido questa forma di cofferatismo di Veltroni applicata alle bancarelle dice Sgarbi . Togliere gli abusivi o i pittori di strada è come togliere un pezzo di vita da quei luoghi, cancellare la componente di caravaggismo, la storica dimensione popolare. Attenti a non trasformare la piazza in un museo». Piazza Navona senza pittori: che ne sarà della Montmartre capitolina? «Non scherziamo, i pittori veri non esistono più neanche a Montmartre eccepisce severo Renato Nicolini, colui che inventò l'Estate Romana da assessore nel '76 . A piazza Navona i caricaturisti sono sempre più rari, la maggior parte oggi è gente che vende quadri non suoi». «Io la piazza la lascerei vuota aggiunge provocatorio l'architetto Paolo Portoghesi . A disposizione solo delle nonne, dei loro nipotini e delle rondini, come accadeva 40 anni fa». Vittorio Emiliani, presidente del «Comitato per la Bellezza», appoggia Veltroni: «Una decisione altamente civile». L'ex soprintendente ai Beni archeologici, Adriano La Regina teme, invece, che l'eliminazione dei marciapiedi finirà per favorire l'espansione selvaggia dei tavolini dei bar. Don Gianni Todescato, rettore della spettacolare chiesa borrominiana di Sant'Agnese in Agone che presidia la piazza, conclude soddisfatto: «La dignità è un dono di Dio e noi qui l'abbiamo persa da un pezzo. Piazza Navona è diventata un suk, vedo in giro porcherie infinite. A Natale, quando arrivano le bancarelle dei Presepi, si vede che è tutta roba che viene dalla Cina». Anche don Gianni, comunque, verrà accontentato: la tradizionale Befana di piazza. Navona quest'anno avrà la calza un po' più sgonfia. Meno bancarelle e più qualità.
Operazione decoro, piazza Navona senza suk
La giunta di Roma ha approvato una delibera per sfrattare le bancarelle e gli abusivi da piazza Navona. I pittori di strada e i venditori di ricordi hanno già iniziato a incatenarsi e a mettere in mostra cartelli con messaggi di protesta. Il sindaco Walter Veltroni ha spiegato che il suo obiettivo è restituire alla piazza il suo prestigio e renderla un luogo più pulito e ordinato. Tuttavia, molti critici hanno espresso le loro preoccupazioni, tra cui Vittorio Sgarbi, che ha affermato che la decisione cancellerà la componente di caravaggismo e la storica dimensione popolare della piazza.
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