Non avendo alle spalle - come la Sicilia -decine di deputati che intimano a Berlusconi, subito obbediti, di stanziare due miliardi nella Finanziaria. Avendo anzi i parlamentari della destra (con l'eccezione del ministro Pisanu e pochi altri) assai tiepidi, la Giunta regionale si muove come può. Appellandosi agli amministratori locali, ottenendo l'appoggio di sindacati, forze produttive e sociali: manifesteranno domani. Strade classiche e democratiche. Non possiamo alzare barricate a palazzo Chigi. Non abbiamo autostrade e ferrovie da bloccare per imporre all'attenzione nazionale lo scippo dei nostri soldi. Si può mettere ancora il Governo di fronte a una clamorosa discriminazione: secessione fiscale dal centro verso la periferia sarda. Renato Soru ci aggiunge le vie legali e istituzionali: Corte costituzionale, blocco della Finanziaria come legge dannosa (previsto nello Statuto). E pignoramento dei beni dello Stato in Sardegna. Una mossa eclatante, «siciliana», di contestazione radicale: entro la legalità. Ma la carta forte resta la mobilitazione attorno a una vertenza decisiva e sacrosanta. Per far pesare le ragioni di una regione cui è stato imposto di tutto (non solo servitù militari e nucleari) ed è stato dato niente: non metano, non un metro di autostrada, non ferrovie degne di questo nome. Non s'invoca una patriottica unione sacra: in materia c'è un conclamato agnosticismo dei sardi. Basta una realistica, necessitata e doverosa adesione alla difesa delle risorse finanziarie. Per imporre al Governo di darci il maltolto con un'appropriazione indebita. Non si può essere tiepidi o riluttanti per ragioni di schieramento. Singolari i distinguo di lana caprina di parlamentari del centrodestra, che guardano come a una purga l'adesione alla vertenza. Eppure nessuno ha sottolineato che dal governo regionale il Polo non ha alzato un dito verso Roma mentre creava un enorme indebitamento. Ma ieri ha sparato a zero (e la Giunta deve spiegare e assumersi le responsabilità) sulla spesa regionale bassissima. Giusta denuncia: ma perché ora e non fra una settimana? Sembra un siluro di chi sta col Governo e contro i sardi. È troppo chiedere una pausa, per una buona causa comune? Ci sarà fin troppo tempo per dilaniarsi. Siamo sardi, ma facciamoci un poco siciliani: più forti ma più bravi.