A novembre i bandi internazionali per il recupero del patrimonio mineriario del sud Sardegna; entro Natale quelli per l'Asinara e le zone interne dell'Isola. Lo ha annunciato il governatore della Sardegna Renato Soru rilanciando gli impegni della Regione sul fronte della tutela dell'ambiente come risorsa per lo sviluppo dell'Isola. «Riutilizziamo quello che non viene utilizzato, quel grande patrimonio edilizio lungo le coste che è stato un pezzo dell'economia della Sardegna in altri periodi». Il riferimento è ai siti minerari. «Nel mese di novembre - afferma Soru - usciranno i bandi, finalmente, per l'utilizzo di questo patrimonio, da Masua a Buggerru, da Ingortosu a Monteponi, che è abbandonato da 15-20 anni. Sarà il primo passo per riutilizzare vecchi insediamenti, facendoli oggetto di bandi capaci di attrarre le migliori potenzialità di investimento internazionale in Sardegna». E ancora: l'Asinara che, ribadisce il governatore, «non abbiamo alcuna intenzione di vendere perchè è un pezzo di Parco nazionale». Esistono, però, «circa 60mila metri quadri di edifici già realizzati, vuoti, che si stanno rapidamente deteriorando» e che la Regione annuncia di voler recuperare attraverso un concorso internazionale affidando poi la gestione dei borghi ristrutturati ai privati, ma solo per qualche anno con la clausola di restituirli al demanio regionale. «Poi ci sono altri patrimoni regionali, persino sulle coste dispersi da decenni, quello dell'Ersat nella zona di Castiadas, nella zona di Alghero, oltre al patrimonio del vecchio Etfas nelle zone interne. La Regione - conclude il presidente - sta mettendo mano a tutto questo».