CAGLIARI. A proposito di isole, di riparla dell'Asinara e del prossimo bando internazionale per la sua valorizzazione che andrà di pari passo con quella dei siti minerari del Sulcis. Sul destino di una parte dell'isola-parco, già sede del supercarcere, si à appreso qualcosa di più . La vendita à scongiurata, ma Renato Soru ha chiarito cosa intende farci la Regione. «L'Asinara - dice il presidente - è un pezzo di parco nazionale, però là ci sono circa 60mila metri quadrati di edifici già realizzati, attualmente vuoti e inutilizzati, che si stanno rapidamente deteriorando. Esiste anche un piccolo villaggio risalente al tempo in cui l'Asinara era abitata, c'à un villaggio di costruzioni umbertine comunque molte belle come Cala Reale oltre Cala d'Oliva e poi c'à una miriade di cose brutte e anche tristi». Soru fa anche i conti. «Sessantamila metri quadri da recuperare possono signficare 100 milioni di euro, forse 120 milioni, o forse anche di più. La nostra Regione non dispone di queste risorse e dunque possiamo decidere di fare un pezzettino alla volta e di attendere vent'anni prima di utilizzare e recuperare l'isola. Oppure possiamo decidere che forse vale la pena di fare un concorso internazionale anche lòe dare una parte importante che à stata individuata dal Piano del Parco». Il presidente della Regione si riferisce «ai due borghi da dare in concessione a chi li voglia ristrutturare a spese sue, li gestisca per qualche anno, e poi li riconsegni al demanio regionale. Quindi, si tratta di una collaborazione, credo giusta, tra pubblico e privato affinché quel patrimonio enorme venga messo subito a frutto senza vendere però le proprietà regionali. E' questa la decisione della Comunità del Parco che è costituita dal comune di Porto Torres nel cui territorio è l'Asinara, la provincia di Sassari e la Regione sarda».
All'Asinara 60mila metri quadri di edifici da riconvertire
Il presidente della Regione Sarda, Renato Soru, ha chiarito che l'Asinara non sarà venduta, ma si sta lavorando per valorizzare il parco nazionale. La Regione non dispone di risorse per recuperare tutti i 60mila metri quadrati di edifici inutilizzati, quindi si sta considerando di fare un concorso internazionale per valorizzare una parte dell'isola. Il piano prevede di dare in concessione due borghi a chi li voglia ristrutturare a spese sue, e poi riconsegnare il demanio regionale. La decisione è stata presa dalla Comunità del Parco, costituita dal comune di Porto Torres, dalla provincia di Sassari e dalla Regione sarda.
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