Oggi in giunta il provvedimento che dispone l'allontanamento delle bancarelle. Contro lo sgombero della piazza: «Non ce ne andremo» Minacciano di legarsi alla fontana dei Quattro fiumi ma piazza Navona, giurano, non la lasceranno. Il giorno dopo l'annuncio del sindaco sul provvedimento che dovrà restituire decoro a una delle piazze più famose del mondo, gli ambulanti, gli «urtisti», i ritrattisti e perfino gli abusivi fanno sentire la loro voce. Ed è una voce dura, di rivolta. «Non ci stiamo dice Celeste Astrologo, col banco vicino alla fontana del Bernini . Ci hanno già spostato, per motivi di sicurezza, da San Pietro. Nove di noi hanno perso il posto. Questa piazza non la abbandoneremo». Ritrattisti e «urtisti» condividono le preoccupazioni per lo stato della piazza, ma per loro il rimedio è uno solo: mandare via gli abusivi e pulire la piazza. «Le denunce sulla sua sporcizia le abbiamo presentate noi». Piazza Navona non la mollano. Piuttosto incatenati ai Quattro Fiumi, giurano pittori e urtisti, chiamati così dall'epoca in cui, col cesto della merce che oscillava pesante al braccio, finivano per urtare i passanti. Tempi in cui i mercati erano una cosa e le piazze un'altra. Un conto i suk, un altro i monumenti. Il giorno successivo all'annuncio del sindaco Walter Veltroni di liberare l'antico stadio di Domiziano per restituirgli decoro, sulla piazza, si raduna la protesta. «Non ci stiamo - dice Celeste Astrologo, urtista del banco accanto alla fontana del Bernini -abbiamo già perso nove posti a San Pietro. Cancellati per ragioni di sicurezza dopo gli attentati dell'11 settembre. Ora ci lavorano gli abusivi. Quelli possono stare dappertutto, per loro la sicurezza non vale mai». Mamma Navona ne ha nutriti tanti: possibile che ora voglia abbandonarli? In piazza non ci credono. Ma preparano una difesa. «Il mio banco è in regola. Ecco qui: la delibera comunale del '97 dice "tre Urtisti sulla piazza". Perché non mandano via gli abusivi? Perché il tendone con i libri ("Librinfesta" ndr) sì e noi no?» dice Alberto Pucci davanti ai suoi Colossei e Veneri botticelliane. «Cos'è un'altra "terapia d'urto" tipo quella di piazza Spagna? - domanda sarcastico uno dei pittori - lì i cavalietti non ci sono più, è vero. Sulla scalinata di Trinità dei Monti, ormai, ci sono solo vendite di borse "taroccate". Proprio come succede qui la sera e la notte: le borse arrivano alla Fontana». «Santa Navona». Che stavolta si ribelli davvero? L'amministrazione promette che farà sul serio. Contro tutti. Banchi, banchetti, palchi, lenzuola, cavalletti, trespoli e sedie. «E gli amplificatori che d'estate tuonano fino alle due di notte quelli ci riescono a toglierli?» domanda incredula la residente. Dice di sì. Sarà vero? Possibile? Che spazzino via la fiera notturna? Via gli abusivi di giorno e i tavolini di notte? La maglia di Totti e l'altra di Del Piero? Le bolle di sapone e i frisbee luminosi, i corsi di yoga e le tarantelle? Il flauto di Pàn e i «best» di Frank Sinatra? I tatuaggi all'henne e i prestigiatori. Gli scrivani cinesi e gli artigiani dei Castelli? Sarà vero? Sicuri? Non ci crede il proprietario del banco di souvenir calciatoristici, (che anche ieri aveva in mostra le sue scorte: quattro buste piene di merce dietro al banco) non del tutto almeno. Ma intanto invia un gesto distensivo, attraverso il suo dipendente Singh Jagden, ragazzo indiano che lavora per lui da due anni, (pagato a giornata, ovviamente): «Brutto degrado. Una schifezza. Anche noi d'accordo». Su questo almeno tutti sembrano convinti: «Abbiamo denunciato la situazione della piazza con tanto di fotografie alla prefettura e al comune. Se la piazza è in queste condizioni è anche colpa dell' amministrazione» va giù dura Monica Monna, pittrice. Diffidenza, sarcasmo, amarezza, ironia. Soprattutto timore: «Quattro anni fa ci spostarono tra Ponte Sisto e salita dei Giustiniani: non abbiamo venduto un solo quadro» ricorda la Morina. Il sindaco dice che sposterà le attività in altre piazze centrali. Non va bene? «Ma non lo sapete che gli affari cambiano da un marciapiede all'altro?» dice la Astrologo disposta a gettare sul piatto anche la religione di famiglia: «La mia licenza è un risarcimento per le leggi razziali: l'attività di mio nonno fu chiusa dai fascisti». E il pittore Giovanni Battista Manca: «Noi per primi vorremmo che la piazza fosse veramente un salotto, abbiamo lavorato per crearlo. E non ce ne andremo». Mai, dicono. E mentre giurano, sul balcone al primo piano dei Tre Scalini, Zorro li guarda. É una silouetthe del Cavaliere Mascherato, allestita per promuovere il nuovo film con Catherine Zeta Jones e Antonio Banderas, anche nel Barocco. Mamma Navona: nessuno vuole lasciarla. La vicenda IN GIUNTA Oggi la giunta capitolina esaminerà una delibera «volta a restituire a piazza Navona il decoro e il prestigio che competono a uno dei luoghi più belli del mondo, frequentato ogni anno da milioni di visitatori» SPOSTAMENTI L'obiettivo è quello di spostare tutte le occupazioni di suolo pubblico in altre zone che saranno individuate d'accordo con le associazioni di categoria. «Saranno comunque luoghi -annuncia il Campidoglio - che avranno lo stesso valore commerciale» CHI SONO Il provvedimento riguarda circa sessanta pittori e sette urtisti e ambulanti autorizzati. Si farà un'eccezione per le bancarelle natalizie dopo l'8 dicembre: resteranno i venditori di Presepi
Navona, ambulanti in rivolta
La giunta capitolina ha annunciato di spostare le bancarelle di piazza Navona per restituire decoro a uno dei luoghi più belli del mondo. I pittori e gli urtisti, che hanno occupato la piazza per anni, si sono riuniti per protestare contro il provvedimento. "Non ci stiamo andando" dicono, giurando di non lasciare la piazza. I pittori e gli urtisti sostengono che la piazza è stata abbandonata e che gli abusivi sono stati lasciati liberi di vendere i loro prodotti. La protesta è stata organizzata anche dai residenti della zona, che hanno denunciato la situazione della piazza alle autorità.
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