Inaugurazione fra otto mesi. Lavori promossi dall'associazione «Incontri napoletani» Prossima tappa piazza del Gesù L'AVVIO ufficiale dell'intervento è fissato per domani, ma già da qualche giorno si lavora all'installazione dei ponteggi. La guglia di San Domenico Maggiore torna a nuovo splendore grazie al restauro promosso dall'Associazione Incontri Napoletani con il contributo della Fondazione Banco Napoli, il sostegno degli enti locali, la direzione tecnica della Soprintendenza per i Beni architettonici. Nel giro di otto mesi verrà restituito alla città un monumento che per anni ha dovuto sopportare gli attacchi dell'ambiente - piogge acide, smog, guano di piccione - e ora desidera mostrare in tutta la sua luce il basamento di piperno, la struttura in bardiglio grigio, le decorazioni in marmo bianco di Carrara. Il recupero della guglia costerà 154mila euro. Davvero poca cosa, se la rapportiamo all'importanza del paziente da curare. «Il risparmio sulle spese è frutto di un circolo virtuoso - spiega la scrittrice Tina Giordano Alario, presidente dell'associazione -per realizzare questi interventi si parte con l'autotassazione dei soci, si va avanti con il contributo economico di aziende che ricevono in cambio un ritorno in termini pubblicitari e ci si può avvalere di servizi a prezzo ridotto offerti dalle ditte specializzate. Se questo re-styling si dovesse realizzare con una gara pubblica, mi hanno spiegato i tecnici del Comune, si spenderebbero 90mila euro soltanto per i ponteggi». Programmi per il futuro? «Il nostro prossimo impegno potrebbe essere la Madonna Immacolata di piazza del Gesù». Società civile e imprenditori in campo per l'arte al fianco delle istituzioni: un esperimento che funziona e che, probabilmente, dovrebbe essere proposto molto più spesso. «Il restauro della guglia di San Domenico - commenta Amedeo Lepore, assessore comunale all'edilizia monumentale - è il classico esempio di come si può bene operare con una forma di proficua collaborazione tra pubblico e privato». «L'importanza di questo monumento va ben oltre il suo valore artistico - ricorda Ida Maietta, direttore scientifico dei lavori per la Soprintendenza - la guglia venne realizzata tra il 1658 e il 1737 per volere dei monaci, che desideravano ringraziare San Domenico per aver salvato Napoli dalla peste. La statua in bronzo del santo, proprio in cima, è un capolavoro: purtroppo non si può ammirare se non dai piani alti dei palazzi circostanti. Il progetto venne commissionato a Bartolomeo Picchiatti, gli interventi decorativi furono eseguiti in successione da Cosimo Fanzago, Lorenzo Vaccaro, Domenico Antonio Vaccaro». L'intervento di restauro partirà da un sondaggio del monumento per verificare se la struttura interna, composta da mattoni di tufo, abbia mai subito cedimenti. Quindi si passerà alla pulitura del marmo, «da attuare con metodi non invasivi - precisa Ida Maietta - per evitare gli errori commessi durante il precedente trattamento, che risale agli anni '80». La cancellata resterà al suo posto: pur non essendo in armonia con la guglia, si è rivelata funzionale per proteggerla. In più, dovrebbe essere adottato un sistema di dissuasori chimici per tener lontani i piccioni e i loro «ricordini», che possono recare grave danno all'opera d'arte. Un laser per diagnosi e terapia Nell'ottica di una mobilitazione corale per il salvataggio dei nostri tesori d'arte, le ditte «Giovanna Izzo» (restauro) e «De Chiara» (ponteggi) partecipano al recupero della guglia a costi contenuti. Completamente gratuito il servizio offerto dalla «Strago», impresa specializzata nell'uso di tecnologie scanner laser: i rilievi del monumento, ottenuti con una serie di scansioni termografiche, serviranno per valutare lo stato di salute della struttura e calibrare le modalità di intervento in corso d'opera. Dalla chiesa del Purgatorio a San Gennaro Grazie all'impegno dell'associazione Incontri Napoletani è già stato possibile recuperare l'affresco di Mattia Preti sulla Porta San Gennaro, i cavalli di bronzo donati dallo zar Nicola I a re Ferdinando II, la Ruota dell'Annunziata, le tele di Andrea Vaccaro, Girolamo De Magistro, Luca Giordano e Giacomo Farelli nella chiesa del Purgatorio ad Arco. Ultima impresa la guglia di San Gennaro in piazzetta Riario Sforza (nella foto), ex voto in onore del Patrono dopo l'eruzione del Vesuvio del 1631.
(Napoli) San Domenico ritrova la guglia. Via al restauro con finanziamenti privati.
L'Associazione Incontri Napoletani ha promosso il restauro della guglia di San Domenico Maggiore a Napoli. Il progetto, finanziato dalla Fondazione Banco Napoli e dal Comune, è stato realizzato in collaborazione con aziende private e la Soprintendenza per i Beni architettonici. Il costo del restauro è stato di 154mila euro. Il progetto ha coinvolto un sondaggio del monumento, la pulizia del marmo e l'installazione di ponteggi. Il restauro è stato realizzato con metodi non invasivi per evitare errori commessi nel precedente trattamento. La cancellata è stata mantenuta al suo posto e un sistema di dissuasori chimici è stato adottato per tenere lontani i piccioni.
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