Bruxelles: «L'opera danneggia la fauna aviaria». Matteoli: risponderemo STRASBURGO Lo studio di «impatto ambientale» non è «soddisfacente». Così la Commissione europea mette sotto osservazione il Ponte sullo Stretto di Messina. La portavoce del titolare all'Ambiente, il greco Stavros Dimas, ieri ha confermato l'avvio formale di una procedura d'infrazione a carico del governo italiano, anticipata da indiscrezioni di stampa. Il progetto, fanno sapere da Bruxelles, «non rispetta i requisiti» previsti dalla normativa, in particolare una direttiva del 1979 che impone agli Stati di proteggere le rotte battute dagli uccelli migratori. «Ora l'Italia dice ancora la portavoce di Dimas ha due mesi di tempo per rispondere». In caso di inadempienza, viene fatto notare, la Ue non parteciperà al co-finanziamento dell'opera. Da Roma la prima replica è quella del ministro dell'Ambiente, Altero Matteoli: ««La procedura di infrazione è stata annunciata ma non è ancora arrivata» ha risposto il ministro dell'Ambiente, Altero Matteoli. «Se arriverà leggeremo le motivazioni e risponderemo. La decisione politica del governo comunque rimane quella di realizzare il Ponte». La mossa di Bruxelles, comunque, riapre la polemica infinita. Gli ambientalisti esultano, a cominciare da Pulco Pratesi, presidente del Wwf, autore del reclamo all'origine della procedura. I Verdi, avversari storici del Ponte, sia a Strasburgo (Monica Frassoni, co-presidente del gruppo) che a Roma (Alfonso Pecoraro Scanio, Anna Donati) notano che il progetto è contro le norme europee e che, dunque, non potrà essere finanziato con i fondi di Bruxelles. Sulla stessa linea l'eurodeputato dei ds, Claudio Fava. La questione del finanziamento, in ogni caso, non è ancora definita. Il Ponte sullo Stretto è stato inserito, dopo un lungo tira e molla, nella lista delle 29 «grandi opere di interesse europeo», il cosiddetto «piano Ten» approvato dai Capi di Stato e di Governo nel dicembre 2003. In teoria la maggior parte dei costi dovrà essere coperta con risorse statali o con investimenti di privati. La Commissione si è impegnata a partecipare con un contributo del 30 solo per facilitare la costruzione di spezzoni o tratti «transfrontalieri» (gallerie, valichi eccetera) . Per tutto il resto il gettone è fermo al 10. La regola vale anche per il Ponte, il cui costo è stimato in 6 miliardi di euro. Al momento, dunque, il finanziamento annullabile sarebbe pari a 600 milioni di euro. Da qualche mese, però, Consiglio e Parlamento stanno discutendo se e come aumentare la quota. Ma tutto dovrà essere in ordine. I tempi. Ora l'Italia ha due mesi di tempo per rispondere. In caso di inadempienza la Ue non parteciperà al cofinanziamento dell'opera 6 miliardi di euro Questo è il costo stimato per il Ponte sullo Stretto. Il finanziamento annullabile sarebbe pari a 600 milioni di euro COME SARA' La simulazione al computer di come sarà il Ponte sullo Stretto, che metterà in collegamento la Calabria con la Sicilia. L'apertura al traffico è prevista per la primavera del 2012. La gara di appalto è stata vinta da Impregilo
Ponte, fondi europei a rischio Via a procedura d'infrazione
La Commissione europea ha messo sotto osservazione il Ponte sullo Stretto di Messina a causa di un studio di impatto ambientale non soddisfacente. Il governo italiano è stato avvertito di rispondere entro due mesi. Se non risponderà, la Ue non parteciperà al co-finanziamento dell'opera, che ha un costo stimato di 6 miliardi di euro. L'Italia ha già deciso di realizzare il Ponte, nonostante la procedura di infrazione. Gli ambientalisti e i Verdi esultano, mentre i ds e gli eurodeputati dei Verdi notano che il progetto è contro le norme europee. La questione del finanziamento non è ancora definita.
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