Rieccolo. Fin da quest'estate avevamo denunciato il rischio che il condono edilizio potesse rispuntare durante l'esame parlamentare della finanziaria. Il senatore dei Verdi Natale Ripamonti ci spiegava che il governo non avrebbe avuto il coraggio di inserirlo nel testo che di lì a poco avrebbe presentato alle Camere, ma che avrebbe mandato avanti qualche pasdaran. Purtroppo ciò è avvenuto. Salvatore Marano, senatore di Forza Italia è l'autore dell'emendamento che chiede la riapertura dei termini del secondo condono targato Berlusconi (il primo è del 1994), che prevedeva la sanatoria delle costruzioni abusive realizzate entro il 30 marzo del 2003. La proposta del deputato del partito del presidente del Consiglio chiede ora di sanare le costruzioni ultimate entro il 30 settembre 2004, aprendo cioè una finestra lunga un anno. Sanabili sarebbero, secondo l'emendamento, anche gli edifici fabbricati con la sola struttura in cemento armato. Per presentare la domanda si avra' tempo fino al 31 dicembre 2007 Puntuali le dichiarazioni di contrarietà di alcuni esponenti del governo, come il ministro della Salute Storace che ha spiegato che "la posizione di An sul condono è una posizione di contrarieta". Per ora. Dura invece la reazione dei Verdi, delle opposizioni e delle associazioni ambientaliste. "Le alluvioni di questi giorni non hanno insegnato niente a nessuno protesta il senatore dei Verdi Sauro Turroni. Questi provvedimenti incivili e inaccettabili spiega - sono un ulteriore incentivo al massacro del territorio, le cui conseguenze sono puntualmente messe in evidenza a ogni pioggia". Di mancanza del senso del pudore parla il presidente onorario di Legambiente Ermete Realacci: "Mentre la Puglia dice - piange le vittime di una pessima gestione del territorio e la Calabria è stretta nella morsa di una criminalità che nel ciclo del cemento e dell'abusivismo edilizio ha una delle sue più redditizie attività, il senatore Marano pensa bene di legalizzare l'abusivismo edilizio. Complimenti".