Oggi pomeriggio, alle 16, nel Salone dei Vescovi del Palazzo arcivescovile, la sovrintendente Maria Grazia Branciforti consegnerà a mons. Gristina l'inventario informatizzato dei Beni culturali degli enti ecclesiastici della diocesi di Catania. Interverranno mons. Stefano Russo, direttore dell'ufficio nazionale della Cei per i Beni culturali, l'arch. Laura Gavazzi, responsabile nazionale del progetto, la dott. Sandra Vasco Rocca che rappresenterà l'Istituto centrale per il catalogo e la documentazione (Iccd). L'inventario è stato fatto in tutte le diocesi italiane su un modello comune e comparabile e questo su progetto della Conferenza episcopale italiana lanciato nel 1996 con un accordo l'iccd e finanziato, in parte, con i fondi delle quote dall'otto per mille Irpef pervenute dallo Stato. Il progetto prevedeva la schedatura dei beni artistici e storici (dipinti, sculture, suppellettili, paramenti, eccetera), quelli ritenuti maggiormente esposti al rischio di furto, mentre il censimento dei beni architettonici, che riguarderà particolarmente gli edifici di culto (chiese parrocchiali e rettorie), è stato rimandato ad una fase successiva. La catalogazione è stata fatta attraverso una scheda che "racconta" la storia dell'oggetto definendone la localizzazione geografica, l'ubicazione specifica e le sue caratteristiche di collocazione, le caratteristiche tecniche e l'ambito culturale nel quale è stato prodotto, l'aspetto giuridico e amministrativo. La diocesi di Catania ha avviato l'inventariazione nel luglio del 1997 e l'ha conclusa nel luglio scorso. Il lavoro ha subito alterne vicende. Dopo un rapido avvio della prima fase che ha interessato 3.500 oggetti, è seguito un lungo periodo di stasi e un nuovo inizio nel 2002. Al termine dei lavori sono state elaborate 15.520 schede e 16.768 immagini. È importante sottolineare che sono stati catalogati anche tutti quegli oggetti che presentavano minimi caratteri culturali, anche se di fattura inferiore ai cinquanta anni. Questo inventario è uno strumento di grande importanza per le parrocchie perché consente ad ognuna di esse di conoscere meglio la propria storia spirituale e culturale ed è strumento indispensabile per pianificare la conservazione e il restauro dei beni. Inoltre consente anche un uso privilegiato per la catechesi parrocchiale ai fanciulli, ai giovani e agli adulti, dal momento che presenta la fede cattolica per immagini legate alla storia della singola comunità. L'attività di schedatura è stata affidata all'arch. Maria Rosa Giudice, le riprese fotografiche al signor Fausto Sanseverino. Responsabile scientifico del progetto la dott. Roberta Carchiolo. Hanno preso parte al lavoro di ottimizzazione delle immagini il signor Francesco Marchica. L'intero progetto è stato coordinato dalla dott. Grazia Spampinato.