Fondi all'Arte. Italia ultima tra i paesi europei ROMA Dal Colosseo a Pompei, dalla cupola di San Pietro alla Torre di Pisa, dai templi della Val Di Noto alle sterminate quadrerie degli Uffizi. Molto più di qualsiasi altro paese del mondo, l'Italia è da sempre un museo a cielo aperto, pozzo senza fondo di reperti archeologici e di monumenti, forziere di capolavori di tutte le epoche. Per gestire i quali però si spende poco. Perché il budget per la cultura del nostro Paese il più presente nella lista Unesco dei luoghi patrimonio dell'Umanità è decisamente più basso rispetto a quello di altri paesi europei, compresi Spagna e Portogallo. In nuovi tagli stabiliti dalla finanziaria2006, con decurtazioni dirette e indirette, colpiranno duramente spettacolo, musei, soprintendenze, archivi, biblioteche, fondazioni, enti di cultura. Nel 2004 riporta uno studio presentato di recente da Federculturela Finanziaria ha destinato al ministero per i Beni culturali circa 2200 milioni di euro, che corrisponde allo 0,39 dell'intero bilancio dello Stato, di cui il 70 per le spese correnti, cioè per l'esercizio delle gestioni. La media europea è del 0,50, ma ci sono paesi come la Francia, la Germania, il Portogallo che spendono molto di più (rispettivamente 11, l'l,35 e lo 0,9) pur disponendo di un patrimonio culturale molto meno vasto.
Sempre più tagli ai Beni Culturali
L'Italia è un paese con un patrimonio culturale eccezionale, con molti monumenti e reperti archeologici. Tuttavia, il budget per la cultura del paese è molto basso rispetto ad altri paesi europei. Secondo uno studio del 2004, il ministero per i Beni culturali ha ricevuto circa 2.200 milioni di euro, che corrisponde allo 0,39% dell'intero bilancio dello Stato. Ciò significa che il 70% di questo budget è stato destinato alle spese correnti, come la gestione delle istituzioni.
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