Le facciate di Santa Maria delle Grazie saranno restaurate grazie alla pubblicità. «Ora il Comune intervenga contro il degrado dell'area», dice la sovrintendente Di Francesco. Un restauro «necessario». Per salvare Santa Maria delle Grazie «dal degrado e dall'incuria». Intonaci che si staccano, cornici che si sgretolano, rivestimenti in cotto consumati dal tempo e anneriti dallo smog. Un Patrimonio dell'umanità dilapidato. Da restituire innanzitutto ai milanesi. Il ponteggio montato in corso Magenta maschererà fino a maggio i lavori sul prospetto laterale della chiesa, prima tappa di un intervento conservativo (trent'anni dopo l'ultimo ritocco) che interesserà anche la facciata principale e il portale. «Il cantiere riparerà al cattivo stato dei rivestimenti esterni», spiega Carla Di Francesco, direttore regionale per i Beni culturali e paesaggistici. Ma vuole essere anche «uno stimolo per il Comune, affinchè si migliori la manutenzione dell'intera area». Così, insomma, non va: il patrimonio protetto dall'Unesco è offeso da «un palese e diffuso degrado e dalla mancanza di cura», dice la sovrintendente. Il progetto nasce da una convenzione firmata dalla Direzione per i beni culturali, dai Padri domenicani del convento (che hanno in consegna il monumento di proprietà statale) e da Tmc Pubblicità, la società che finanzierà il restauro (con circa 200 mila euro) e farà eseguire i lavori (su 1.180 metri quadrati) in cambio della sponsorizzazione dei ponteggi. Il cantiere, inaugurato ieri, rimarrà aperto sette mesi. La manutenzione del portale d'ingresso, a differenza delle facciate, «è stata finanziata con 40 mila euro dal ministero per i Beni culturali», spiega Giorgio Basaglia, consigliere del ministro Rocco Buttiglione. La Sovrintendenza ha impiegato cinque anni per riportare alla luce l'aspetto originale della chiesa: prima il restauro della navata centrale, poi di quella laterale sinistra e del tiburio del Bramante. Ora le facciate esterne. Adesso tocca al Comune, dice Carla Di Francesco, dare nuova dignità all'area degradata. Un invito che il vicesindaco Riccardo De Corato raccoglie con fastidio. E solo dopo aver passato in rassegna tutti «i risultati» delle giunte Albertini. Dai Navigli «che stavano sprofondando: nessuno ci aveva messo mano in cinque secoli», alle mura spagnole. Dalla Scala alla Rotonda della Besana, al Castello Sforzesco («I lavori nel Cortile delle Armi partono a gennaio»), a Palazzo Reale («E solo per citarne alcuni»). Un investimento di 200 milioni di euro, «e senza una lira del ministero». Per dire: «In questi 9 anni non siamo stati a guardare. È stata solo una questione di priorità. Il progetto preliminare per il piazzale di Santa Maria delle Grazie è già stato approvato: dalla vendita della Sea prenderemo il milione e mezzo di euro necessari per la nuova pavimentazione e le fioriere», conclude De Corato. Se ne parlerà in giunta a gennaio.
Milano. Parte il restauro con lo sponsor
Il Comune di Milano ha deciso di intervenire contro il degrado dell'area di Santa Maria delle Grazie, grazie alla pubblicità. Il restauro delle facciate della chiesa, classificata Patrimonio dell'umanità, sarà eseguito con un ponteggio montato in corso Magenta e costerà circa 200 mila euro. Il progetto è stato finanziato dalla società Tmc Pubblicità, che farà eseguire i lavori in cambio della sponsorizzazione. Il cantiere sarà aperto per sette mesi e sarà dedicato alla manutenzione dei rivestimenti esterni, alla riparazione delle cornici e alla pulizia degli intonaci. Il Comune ha anche deciso di migliorare la manutenzione dell'intera area, che è stata criticata per il suo degrado.
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