Dopo l'allargamento legislativo del concetto stesso di Bene culturale, vari problemi si sono posti sul tappeto dei funzionari della Sovrintendenza e dei docenti universitari. Ecco allargarsi, nell'ambito triveneto ma non soltanto in esso, l'impegno concreto di "Arte-Documento", uscito ormai dalla mera funzione di rivista di storia dell'arte. Lo dimostra la pubblicazione in veste più che dignitosa di un volume come il "Codice dei Beni culturali e del Paesaggio", a cura di un autorevole specialista, Mario Serio, direttore generale per il Patrimonio storico, artistico e (nuovo termine!) demoetnoantropologico. Altro intervento di Arte-Documento è la conoscenza del patrimonio culturale tramite pubblicazioni scientifiche. In un tempo come il nostro in cui svettano nelle librerie lussuosi testi per lo più di parata, le monografie storico-critiche come questa su Francesco Polazzo (Edizioni della Laguna) ampliano appunto la conoscenza costruttiva per la quale sempre più insufficienti sono gli interventi dello Stato. Come indica l'autrice Laura De Rossi, il Polazzo (veneziano, 1682-1752) si rivela "pittore di forte nerbo, spesso di notevole e robusta efficacia espressiva, di bella e complessa cultura". Le esperienze propriamente venete (Sebastiano Ricci) si integrano felicemente in lui con apporti emiliani di prima mano, ma anche con la feconda esperienza bergamasca. Il volume (338 pagine) è, in questo senso, esemplare. Ma ciò che principalmente caratterizza l'azione di "Arte-documento" e del suo direttore Giuseppe Maria Pilo è la collaborazione con un istituto prestigioso, quale la Banca Intesa, per il restauro delle opere d'arte. Quest'ultimo volume (il ventesimo) documenta - come scrive Pilo nell'editoriale - la "storia esemplare" di una banca che, partendo da una lungimirante idea di Feliciano Benvenuti, ha saputo conciliare gli impegni istituzionali con il progetto di "Restituzioni", cioè di un'articolata funzione di restauro e conseguente valorizzazione delle opere d'arte e, in generale, dei beni culturali. Sono quattrocento finora le opere che "Restituzioni" ha contribuito a restaurare; ed è interessante (ne abbiamo parlato l'anno scorso in occasione della mostra a Palazzo Leoni Montanari a Vicenza) come ai dipinti e alle sculture si uniscano anche e soprattutto oggetti che un tempo si chiamavano "di arte decorativa" e a cui oggi viene riconosciuta la dignità della vera arte.
Arte-Documento : la conoscenza del patrimonio culturale tramite pubblicazioni scientifiche
L'articolo di giornale discute l'impegno di "Arte-Documento" nella promozione del patrimonio culturale. Il volume "Codice dei Beni culturali e del Paesaggio" a cura di Mario Serio, direttore generale per il Patrimonio storico, artistico e demoetnoantropologico, è un esempio di come l'istituto possa ampliare la conoscenza costruttiva sulla storia dell'arte. Il volume su Francesco Polazzo è un esempio di come le monografie storico-critiche possano contribuire a questo obiettivo. L'azione di "Arte-documento" è caratterizzata anche dalla collaborazione con istituti prestigiosi, come la Banca Intesa, per il restauro delle opere d'arte.
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Bene culturale
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