«Sono preoccupato perché l'ampliamento del porto può danneggiare le navi che si trovano anche a pochi metri di profondità. Navi che testimoniano la storia di questa città». L'allarme è di Armando Caròla, esperto di archelologia marina, scopritore e "recuperatore" di tanti reperti nel mare di Baia. Come presidente del «Centro Studi subacquei» esprime la sua preoccupazione per il progetto di ampliamento del porto, e per il silenzio alle sue sollecitazioni da parte dell'Autorità portuale e della Soprintendenza per i Beni architettonici e il paesaggio. «Nel porto di Napoli, occultati dal mare e dal fango del fondale - dice Caròla - giacciono i resti di decine e decine di navi, affondate nel corso dei secoli, dalla fondazione della città in avanti, si può dire quasi fino ai giorni nostri. Che fine farà questo che è un patrimonio storico di grande importanza? Se non vengono tirate sù, le opere di dragaggio per ampliare il porto le distruggeranno...». Il rischio, sottolinea il «Centro Studi subacquei», è grandissimo, visto che gli interventi per scongiurarlo finora non hanno prodotto alcuna rassicurazione: «Il patrimonio culturale sommerso del porto è un documento essenziale - incalza Caròla - della storia della città, dovrebbe e potrebbe essere uno straordinario motivo di attrazione per un museo del mare». In fondo al mare (nella foto uno dei cannoni già recuperati), da 12 a 36 metri giacciono scafi antichi, e le navi affondate dalla restaurazione borbonica dopo il fallimento della Rivoluzione Napoletana del 1799, altri relitti: altrove, evidenzia Caròla, tutto questo materiale costituirebbe una risorsa, qui bisogna battersi per evitare il peggio...
NAPOLI: L'allarme di Caròla: Recuperiamo le navi affondate
L'esperto di archelologia marina Armando Caròla esprime preoccupazione per il progetto di ampliamento del porto di Napoli, che potrebbe danneggiare le navi affondate nel corso dei secoli. Il patrimonio culturale sommerso del porto è un documento essenziale della storia della città e dovrebbe essere protetto. Il Centro Studi subacquei ha sollecitato l'Autorità portuale e la Soprintendenza per i Beni architettonici e il paesaggio, ma non ha ricevuto risposte. Le opere di dragaggio per ampliare il porto potrebbero distruggere i resti delle navi.
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