E' l'orgoglio dei beni culturali italiani nel mondo. Ma spesso se ne conoscono soltanto gli interventi episodici, risultati straordinari che emergono fra una misconosciuta eppure strepitosa professionalità. E' il restauro made in Italy che, da tre anni a questa parte, il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali sta esportando in tutto il mondo come merce rara e molto preziosa e che dal 4 novembre (e fino al 20 dicembre ad ingresso gratuito) sarà in mostra, per la prima volta e come non lo è mai stato, nella sala De Gasperi ai piani alti del Vittoriano. Una mostra, L'eccellenza del restauro italiano nel mondo , che si dividerà nei mille metri quadrati a disposizione in due sezioni dedicate agli interventi di spicco dei restauratori italiani nel mondo e alle ricostruzioni virtuali dei siti archeologici più importanti per l'intera umanità. La ricostruzione di Ninive in Iraq, l'iraniana Ban prima e dopo il terremoto, il Padiglione della Suprema Armonia nella Città Proibita a Pechino, dove i restauri dell'ICR sono cominciati a giugno, i cicli pittorici nelle grotte di Ajanta, dove in questi giorni si sta realizzando il primo data base in grado di riunire e valorizzare tutte le conoscenze fin qui acquisite. «Una mostra spettacolare che vuol coniugare la divulgazione allo spessore della scienza e della ricerca - spiega Alessandro Nicosia patron della "Comunicare Organizzando" che ideato la mostra con il sostegno del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e il supporto scientifico dell'Istituto Centrale di Restauro di Roma - ci saranno foto, filmati, ricostruzioni virtuali di altissima tecnologia e di grandissimo effetto. Tutto per far arrivare agli italiani come la nostra tecnologia di restauro sia tra le migliori e le più apprezzate nel mondo, anche se quasi nessuno lo sa». Ad inaugurare la mostra, alla presenza del ministro Bottiglione, sarà l'anteprima del film realizzato dal Centro di Sperimentazione di Cinematografia che ha seguito e filmato tutte le fasi del rientro in Etiopia della stele di Axum, smontaggio incluso. Curatore della mostra Giuseppe Proietti, a capo del Dipartimento di Ricerca e Innovazione del Ministero, con il sostegno di un comitato scientifico in cui figura oltre al Sovrintendente Eugenio La Rocca anche la direttrice dell'Istituto Centrale di Restauro Caterina Bon Valsassina. (M.G.F.)