Granatieri di Sardegna per la messa in sicurezza e il recupero dei beni culturali e archeologici minacciati o danneggiati dalla guerra. Il progetto è partito una decina di giorni fa per iniziativa della "Società italiana protezione beni culturali" (Sipbc), con la collaborazione dello Stato Maggiore della Difesa. Ne è scaturita un'esercitazione svoltasi a Osimo (Ancona) in occasione dei lavori del VII Convegno internazionale della stessa società, che è un'organizzazione non governativa nata a Viterbo nel '96 proprio con l'obiettivo di «diffondere tra i membri delle Forze armate e della popolazione civile il dettato e i principi della Convenzione dell'Aja del 1954 per la protezione dei Beni culturali nei conflitti armati». Una prospettiva più che mai attuale in Iraq, dopo l'intervento anglo-americano e in vista di operazioni di mantenimento della pace. Giusto ieri un gruppo "trasversale" di deputati (Arrigni di An, Realacci della Margherita, Rivolta di Forza Italia e Cento dei Verdi) ha presentato alla Camera una mozione che impegna il governo a «sostenere tutte le iniziative dell'Unesco tese alla salvaguardia e alla tutela del patrimonio artistico e culturale iracheno e ad attivare nelle sedi opportune e con i mezzi più consoni ogni iniziativa utile a tale tutela». Il ministro per i Beni Culturali Giuliano Urbani, da parte sua, ha assicurato che l'Italia «sarà in prima fila» su questo fronte: «Un nostro dirigente parteciperà nei prossimi giorni a Parigi ai lavori dell' Unesco per valutare i danni causati da questa guerra - ha spiegato -. Ne sappiamo ancora poco, quindi facciamo l'inventario e poi ci rimbocchiamo le maniche e ci mettiamo a lavorare». La Sipbc, con la sua iniziativa, fa però un passo avanti. Il generale Giuseppe Rizzo segretario generale del sodalizio attualmente presieduto da Roberto Conforti (comandante, da poco in pensione, del Nucleo patrimonio artistico dei carabinieri), lo sintetizza così: «Da sette anni cerchiamo di sensibilizzare il personale militare al rispetto del fattore umano, che deve sempre essere al primo posto, e di quello artistico e culturale. Ma adesso stiamo cercando di pianificare e di concretizzare questa filosofia, come dimostra l'esercitazione svolta da un reparto del 1 Reggimento Granatieri di Sardegna». Un'esperienza da ripetere al più presto, nei piani del generale Rizzo, che con gli altri vertici della Sipbc sta lavorando «a un regolamento vero e proprio» per la formazione di «squadre di militari specializzati nel monitoraggio, nella salvaguardia e nel recupero dei beni culturali e archeologici».
I Granatieri di Sardegna per proteggere le opere
Un progetto della Società italiana protezione beni culturali (Sipbc) ha iniziato a iniziare a proteggere i beni culturali e archeologici minacciati o danneggiati dalla guerra in Iraq. L'esercitazione è stata svolta a Osimo (Ancona) con la collaborazione dello Stato Maggiore della Difesa. Il progetto è stato lanciato per sensibilizzare il personale militare al rispetto del fattore umano, artistico e culturale. Il generale Giuseppe Rizzo segretario generale della Sipbc ha spiegato che il progetto è un passo avanti nella pianificazione e concretizzazione della filosofia della Sipbc.
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