LIBERTÀ 21-OTT-2005 Villa serena - II parere del comitato di settore ministeriale che propone un vincolo solo indiretto Roma non boccia la bretella, invita a mitigare l'impatto Villa Serena, la saga dell'estate, si spegne in autunno, il parere del comitato di settore arrivato fresco a Piacenza dopo un silenzio di settimane, appare come il frutto di una valutatone molto soppesata dagli esperti dei ministero dei beni culturali, ma a decidere sarà la direzione regionale della soprintendenza. Per curiosità, ecco alcuni passi del testo originale del parere firmato dall'architetto Marisa Bonfatti Paini. Il comitato tecnico scientifico è chiamato a verificare un interesse storico diretto - quindi un vincolo forte - dello stradello di accesso a villa Serena (già vincolata) e la cui rilevanza monumentale è «indiscussa». Il comitato ritiene che «l'accesso al complesso avesse luogo attraverso un viale alberato, in aderenza a consolidati criteri progettuali del tempo, ma, come è stato acutamente osservato (la citazione è tratta dal volume di Anna Maria Matteucci "L'architettura del settecento", Utet, ndr) - recita il parere - il blocco stereometrico della fabbrica sostanzialmente non si apre al paesaggio». «Oggi tuttavia, e tale risulta ormai da molto tempo, non rimane memoria materiale dell'originaria natura di viale pertinente alla villa in quello che è assimilabile a una strada poderale». Per il comitato, l'asse rappresentato dall'attuale stradello che «prosegue attraversando prima il giardino antistante l'ingresso, quindi il lungo androne» ha avuto nella progettazione «un ruolo importante» e quest'assialità «merita di essere conservata non come bene storico in sé, ma come citazione storico-progettuale». Per questi motivi si suggerisce l'adozione di «opportune forme di tutela indiretta», finalizzate alla «salvaguardia della visibilità dell'asse dello stradello, nonché di una idonea zona di rispetto della villa coincidente con i terreni agricoli circostanti, ciò per garantire le prospettive, le condizioni di ambiente e di decoro, fattori essenziali per la completa tutela del complesso di villa Scribani». E nella formulazione del vincolo indiretto, la soprintendenza competente, scrive ancora il comitato di settore, «dovrebbe perciò esplicitare gli elementi ritenuti dal comitato qualificanti, quali la direttrice segnata dallo stradello, magari sottolineata dalla rinnovata messa a dimora di filari alberati n ai lati, il divieto di realizzare costruzioni o manufatti la cui altezza possa in qualche modo compromettere le prospettive da e verso la villa, le condizioni per le mitigazioni ambientali rispetto a interventi esistenti o in corso di esecuzione (e qui si evoca la bretella in costruzione, ndr), attraverso principalmente la riduzione delle dimensioni e il maggior allontanamento possibile dalla villa». È chiaro l'invito a migliorare il progetto, ma anche a permetterne la realizzazione. Un ultimo passaggio riguarda il ricorso al Tar mosso dal Comune di Piacenza contro gli effetti cautelativi - ovvero il blocco dei lavori derivati dall'avvio di un procedimento di vincolo diretto attivato dalla soprintendenza di Parma e Piacenza. Ricorso vinto dal Comune. Il comitato ministeriale non entra nel merito e rimanda all'ufficio competente del ministero, l'avvocatura, successivi possibili passi come il ricorso al Consiglio di Stato.