Villa Mattaiiano. Già sequestrata a gennaio, i caschi bianchi a giugno tornano sulla Piana dei Golii e scoprono che la cappella è scomparsa e al suo posto c'è un deposito di materiale edile Nel febbraio 2003 a villa Cardilio una colata di cemento cambia i connotati al giardino. Un'ampia fetta di vegetazione viene distrutta da quattro piattaforme in cemento armato La tenuta del principe Salina, descritta nel romanzo, va in rovina: crollano i solai, affreschi a rischio. I vigili mettono i sigilli VILLA Lampedusa sembra indissolubilmente legata al suo destino gattopardesco. Ma il cambiamento cui si dovrà porre rimedio è il degrado, il rischio della definitiva distruzione. Da ieri la villa descritta nel romanzo di Tomasi di Lampedusa è sotto sequestro per le «estreme» condizioni di rovina in cui versa il complesso monumentale nella Piana dei Colli. Due gli avvisi di garanzia emessi nei confronti dei proprietari, i fratelli Giuseppe e Francesco Dragotto, imprenditori proprietari della SicilybyCar, «Omissione di esecuzione di interventi per la tutela del monumento e l'eliminazione dello stato di pericolo per la pubblica incolumità». Con questa accusa gli agenti della polizia municipale del nucleo tutela patrimonio artistico hanno posto i sigilli alla villa di via dei Quartieri. «Prospetti lesionati, parti di intonaco pronte a cedere, tetti precari e alcuni solai che si sono completamente staccati», spiega l'ispettore del Ntpa, Giuseppe Crucitti. In pericolo anche gli affreschi dell'artista romano Gaspare Fumagalli (attivo a Palermo intorno alla metà del XVIII secolo), aggrediti dalle infiltrazioni di acqua. In condizioni ancora più gravi sembrano essere l'ala destra del corpo principale, attraversata da una profonda lesione e i balconi con le inferriate a petto d'oca che mostrano le mensole in pessime condizioni. All'ingresso del parco, una parte è stata adibita a parcheggio per le auto da noleggio, una trentina in tu tto. «La Procura ha ordinato i primi accertamenti nel 2001 spiega Crucitti e l'anno successivo c'è stato il primo sequestro, ma fino ad oggi non è stato fatto nulla per migliorare le condizioni della tenuta». Villa Lampedusa fu voluta agli inìzi del Settecento da Isidoro Terrana che la vende a Giuseppe Alliata principe di Villafranca. Nel 1756 la villa è sottoposta a un primo intervento di restauro. Intorno alla metà dell'Ottocento il complesso viene ampliato e acquistato dal principe Fabrizio Tomasi di Lampedusa, con l'intenzione di costruirvi una torretta per il suo osservatorio astronomico, proprio quella che viene descritta nel romanzo. «È una vicenda shakespeariana spiega Francesco Dragotto, il proprietario . La villa è stata abbandonata per 20 anni, noi l'abbiamo acquistata nel 2002 per restaurarla». Dopo Lampedusa, senza eredi, «Il complesso è stato donato all'opera dei Salesiani racconta Dragotto e poi comprato da Francesco Foresta per ospitare eventi. Subito dopo il nostro acquisto, abbiamo richiesto alla Sovrintendenza ai beni culturali l'autorizzazione per il restauro. Il via libera è arrivato quest'anno e a novembre inizieranno i lavori. Il progetto prevede l'uso abitativo, ma anche un museo del Gattopardo. Nel casale vogliamo costruire un centro congressi. Il parcheggio è provvisorio: sarà ripristinato il parco storico, con il giardino all'italiana e quello delle piante officinali, per una spesa di circa mezzo milione di euro.