Blitz improvviso della commissione urbanistica del Comune ieri mattina a Villa Clara. E una scadenza precisa: già venerdì prossimo arriverà la decisione sul progetto del gigante di asfalto a Monte Claro. Nel frattempo, oggi la Provincia potrebbe ritirare la sua firma da quell'accordo di programma con l'Asl 8. Ieri invece è stato il giorno dello scontro, forte, tra Forza Italia e Graziano Milia: sulle due strade a doppia corsia accanto all'ex ospedale psichioatrico, ma anche e soprattutto sulla presenza stessa della cittadella sanitaria a Monte Claro. Forza Italia sfida la Provincia: «Se ha il coraggio, faccia un dietrofront ufficiale sul progetto». Milia risponde parlando di "una fretta molto sospetta per l'approvazione di un progetto che non a caso aumenterebbe a dismisura il valore e il prezzo di quelle aree, alle quali i cagliaritani sono affezionatissimi". E il destino di Villa Clara dunque si deciderà forse già entro questa settimana. Ieri la giornata è cominciata col sopralluogo della commissione urbanistica, a Monte Claro accompagnata dall'assessore Gianni Campus e da diversi consiglieri comunali. Il presidente della commissione, Pierandrea Lippi, difende la doppia strada che taglierà il parco: «Si tratterà di un intervento migliorativo- sostiene - che darà un assetto viario più adatto all'area rendendo le strade più funzionali. La Provincia è contraria? Faccia atti ufficiali e non chiacchiere sui giornali. La cittadella dell'Asl? È prevista espressamente nel piano urbanistico cagliaritano, c'è una precisa destinazione d'uso». Rincara la dose il consigliere forzista Anselmo Piras: «Credo che Provincia e Asl abbiano paura di fare un passo indietro, perchè sarebbero loro a pagare i danni delle mancate progettazioni. Si mettano d'accordo, visto che sono enti pubblici, e ci facciano sapere. Non accettiamo che sia il Comune a finire sotto accusa senza colpe: dobbiamo dare solo un parere preventivo». Graziano Milia ha invece un'altra visione: «Invito sia Piras che Lippi a rileggersi la vecchia legge Basaglia che parla chiaro: gli ex ospedali psichiatrici devono avere un utilizzo a fini sociali. Gli uffici veterinari o amministrativi dell'Asl non lo sono di certo, quindi con ogni mezzo ostacoleremo la nascita del polo sanitario. Questa velocità da parte del Comune dà adito a molti sospetti, e a Roma un caso analogo finì col Consiglio di stato che fermò tutto».