Sempre più precario lo stato del palazzo di via Berengario che ospita l'istituzione culturale MODENA. Collezioni prestigiose a rischio, il Teatro Anatomico in condizioni precarie: è allarme per i musei scientifici di Modena ospitati all'interno di un palazzo di via Berengario che necessita di un intervento di restauro ormai urgentissimo. Il Rettore è riuscito ad interessare il ministro per i Beni Culturali chiedendo uno stanziamento di tre milioni di euro in tre anni. E intanto l'Università lancia anche un appello alla città per un patrimonio di inestimabile valore. Piove sui dinosauri. E piove sul Teatro Anatomico del Settecento. Le condizioni dell'antico edificio di via Berengario che ospita il Museo di Paleobiologia dell'Università peggiorano ogni giorno di più. Il tetto è un colabrodo che fa filtrare acqua sulle preziose collezioni antiche, spesso quasi uniche. L'umidità e il cattivo stato dei muri si uniscono alla necessità di un restauro in tempi urgenti. In questo senso, il rettore è riuscito ad interessare il ministro per i Beni Culturali Buttiglione. Ha anche chiesto tre milioni di euro in tre anni. Ora tocca alla città dare una risposta ad un patrimonio che potrebbe aumentare il turismo. E l'Università chiede uno sforzo a chi è sensibile alla preservazione del nostro patrimonio. DINOSAURI FRADICI. «Ecco, vedete quei cappucci scuri? Sono sacchi che abbiamo messo sulla testa dei nostri bestioni preistorici». Il professor Antonio Russo, responsabile dei Musei Universitari, ci scherza sopra ma in realtà è preoccupato. Il tetto della sala dove si trovano un Allosauro e un Gallimimus, giganti estinti in un tempo remoto, è fradicio. Non si può neppure parlare di chiazze. I cappucci cercano di salvare il salvabile. Il resto - come i calchi delle uova di dinosauro o i reperti fossili - sono chiusi nelle teche di vetro oppure è stato accatastato in una stanza in attesa di giorni migliori. E dire che questa collezione, anche se non autentica (sono pezzi copiati perfettamente da originali cinesi e mongoli), attira numerose scolaresche. TEATRO A PEZZI. Peggio, molto peggio, se la passa il Teatro Anatomico. Risalente al Settecento, è uno splendido scenario quasi unico in Italia (ce n'è uno simile solo a Padova). Lo fece costruire Francesco III e tuttora colpisce per la sua bellezza. E' molto conosciuto tra gli addetti ai lavori e basta guardarlo per capire che avrebbe un potenziale enorme nell'attirare un pubblico curioso di sapere come lavoravano e insegnavano i medici di 200 anni fa. Invece è a pezzi. Gli scranni di legno sono ridotti male, la sala è in stato di degrado. Persino il ballatoio superiore, una specie di loggione dal quale si guarda tutto, ha un'aria malconcia. Colpa del tetto a pezzi e delle mura fradice. MUSEO SPRECATO. Le splendide sale del Museo Anatomico oggi sono praticamente chiuse al pubblico. E dire che "National Geographic" ha girato un documentario di primo piano sulla collezione modenese. Mummie, calchi di teste, teschi, scheletri, organi conservati in formalina, persino piccoli feti, ma anche oggetti meno raccapriccianti. Anche i settecenteschi busti di ostetricia appena tornati da una mostra a Parigi e una collezione di tatuaggi che attirerebbe un gran pubblico. Tutto chiuso per paura di altri danni da infiltrazioni. Chiusa anche l'impressionante Collezione Franchini di insetti e rettili velenosi. A CACCIA DI FONDI. Il palazzo di via Berengario 16 deve essere restaurato del tutto. Un progetto che comporta traslochi e sistemazioni temporanee oltre all'inderogabile riparazione del tetto. Si stima un costo di almeno otto milioni di euro. Il rettore Pellicani è andato a Roma nei giorni scorsi e ha chiesto al ministro Buttiglione (Beni Culturali) di ottenere un finanziamento di tre milioni in tre anni. Il ministro è rimasto colpito dal degrado di queste splendide collezioni scientifiche e ha dato parere favorevole. Ora si tratta di reperire questi fondi. Ma per Pellacani la missione non finisce qui. Deve infatti trovare i restanti 5 milioni. L'Università spera di ottenerli dalla generosità di enti, industriali e Fondazione Cassa di Risparmio.