Trent'anni in difesa del patrimonio ambientalistico e culturale del Paese. Tra sogni, passioni e progetti che sembravano impossibili. È l'avventura del Fai, il Fondo per l'Ambiente Italiano, festeggiato ieri da amici e sostenitori. Come il ministro per i Beni Culturali, Rocco Bottiglione, e Diana Bracco. Perché La bellezza salverà il mondo, scriveva Dostoevskij. «E per salvare la bellezza, nel 1975, è nato il Fai». MILANO Trent'anni di amore per l'Italia. Vissuti tra sacrifici, passione, la ricerca disperata di fondi e un sogno: restituire agli italiani un patrimonio culturale e ambientale inestimabile. Il sogno si è avverato e il Fai, il Fondo per l'Ambiente Italiano, lo ha voluto festeggiare ieri, nella sede dell'Assolombarda di via Pantano, tra amici e sostenitori. Ripercorrendo sei lustri di storia con immagini e le testimonianze di Giulia Maria Mozzoni Crespi, presidente del fondo, del ministro per i Beni e le attività culturali, Rocco Bottiglione, di Diana Bracco, presidente di Assolombarda, di Marco Magnifico, amministratore delegato culturale del Fai, del critico d'arte Vittorio Sgarbi. Ecco, allora, il tesoro del Fai: 17 tra castelli, ville, parchi e abbazie già salvati. Quattro nuove proprietà in restauro, 11 cantieri aperti, una nuda proprietà appena acquisita, 2.243.500 metri quadrati riportati alla luce, 25 mila libri antichi, 14 mila oggetti d'arte. E iniziative per le scuole, visite guidate, incontri. «Ma se solo avessimo aiuti più consistenti sottolinea il presidente potremmo dimostrare cosa sappiamo fare. Il Fai quest'anno ha ricevuto dallo Stato 217 mila euro. Nel 2001 erano 250 mila». Allarga le braccia il ministro Buttiglione: «Il sistema della gestione dei beni culturali è frammentato. Bisogna lavorare insieme, pubblico e privato, per tutelare questo immenso patrimonio. Certo, negli scorsi anni è stato tagliato tutto il tagliabile. E ormai la situazione è inaccettabile: i tagli devono rientrare». Un rammarico condiviso anche da Diana Bracco: «Tagliare fondi alla cultura significa sottrarre risorse a una qualità della vita migliore. Anche i privati sono scoraggiati». Uno scenario poco radioso ma che di certo non abbatte la squadra del Fai: «Andiamo avanti conclude Giulia Maria Mozzoni Crespi con la stessa passione che ci ha guidato in questi trent'anni».