Scoperte nuove tombe a Cortona. Un vaso con probabile ermafrodito Un portaprofumi di ceramica a forma di scimmietta seduta che tiene il suo piccolo tra le braccia come una mamma affettuosa; tanti puntini di color bruno coprono il corpo e suggeriscono il pelame dell'animale, ma non riescono a cancellare la tenerezza di quell'abbraccio così umano. Probabilmente venne prodotto in qualche laboratorio del Mediterraneo orientale e poi portato dai mercanti fino in Etruria, dove i principi locali facevano a gara per accaparrarsi merci esotiche e preziose. Così la scimmietta-porta-profumi entrò in una casa dell'aristocrazia di Cortona, dove una signora la ripose con cura nel suo beauty case, tra pettini d'avorio, specchi di bronzo e balsamari. E quando la donna mori, verso il 650-625 avanti Cristo, i familiari deposero l'amata scimmietta tra gli oggetti del corredo funebre, accanto al grosso vaso di ceramica, dov'erano state chiuse le ceneri della matrona. Tutto venne poi collocato in una piccola sepoltura «a cassetta» che gli archeologi hanno ritrovato scavando una tomba di famiglia delimitata da un circolo di pietre di circa cinque metri di diametro. «In realtà abbiamo individuato due tombe "a circolo di pietre" - spiega Luca Fedeli, l'archeologo responsabile dello scavo Ma per il momento ne abbiamo scavata solo una individuando sei sepolture "a cassetta", di cui tre intatte e tre praticamente distrutte; ognuna ha restituito circa venticinque oggetti, in gran parte ceramiche da banchetto come coppe, piatti e recipienti per liquidi in bucchero, la tipica ceramica nera degli Etruschi. Si tratta di tombe a incinerazione e gli oggetti dei corredi ci dicono che due sono femminili e una maschile. I vasi con le ceneri dei defunti li abbiamo portati in laboratorio per poterli aprire con calma; probabilmente, oltre a ceneri e resti ossei, contengono altri piccoli oggetti personali». Da una frattura di uno dei cinerari è uscita infatti una piccola fibula, mentre tra il vasellame di un corredo è stata trovata una punta di lancia in ferro che indica chiaramente il ruolo del defunto. Tra i materiali finora recuperati spiccano comunque la scimmietta-portaprofumi e un altro balsamario in forma umana, anche questo di fattura orientalizzante, che potrebbe rivelarsi una vera sorpresa: la presenza del seno rimanda a una giovane donna, ma la zona dei genitali per quanto un po' confusa sembra dire il contrario. Potrebbe trattarsi di un ermafrodito, ma per il momento l'archeologo preferisce non parlarne, perché la statuetta è coperta di incrostazioni e finché i restauratori non l'avranno pulita è impossibile stabilirne il sesso con sicurezza. Comunque sia, queste ceramiche dall'aspetto esotico dimostrano che i signori sepolti in queste tombe intrattenevano rapporti con l'Oriente e amavano circondarsi di oggetti raffinati, anche nell'aldilà. «Si tratta delle tombe di esponenti dell'aristocrazia spiega Carlotta Cianferoni, soprintendente per i beni archeologici della Toscana I due circoli di pietre ora individuati fanno parte della necropoli a cui appartengono i grandi tumuli noti come Melone 1 e Melone 11, ma rispetto a questi ultimi sono più semplici più antichi di qualche decennio: dal punto di vista cronologico possiamo quindi dire che sono le tombe dei genitori o degli zii di quelli che furono sepolti nei tumuli monumentali. Il confronto tra le due tipologie di monumenti dimostra chiaramente che in pochi anni Cortona diventò più ricca e potente, grazie all'agricoltura e al controllo del territorio e delle merci che lo attraversavano. La città domina la Val di Chiana, dove passava la strada che univa il sud al nord e certamente una parte delle ricchezze che transitavano di qui finiva nelle case dei principi di Cortona. Questa necropoli conclude la soprintendente è rimasta sepolta sotto due metri di sedimenti e potrebbe restituirci tombe intatte dell'epoca orientalizzante, una delle più ricche della civiltà etrusca».
Profumi dall'Oriente per signore etrusche
In una necropoli a Cortona sono state scoperte due tombe a cassetta, risalenti al periodo orientalizzante (650-625 a.C.). Le tombe sono state scavate da un circolo di pietre e contengono sei sepolture, di cui tre intatte e tre praticamente distrutte. Gli oggetti dei corredi includono ceramiche da banchetto, coppe, piatti e recipienti per liquidi in bucchero. Tra i materiali recuperati spiccano una scimmietta-portaprofumi e un balsamario in forma umana, che potrebbe essere un ermafrodito. Le tombe dimostrano che i signori sepolti intrattenevano rapporti con l'Oriente e amavano circondarsi di oggetti raffinati.
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