Il parco, vasto 4700 ettari, sta attorno al monte Tepilora, punta solitaria che guarda verso il lago di Posada. Dal 1989 Tepilora è riserva naturale. Il profilo di roccia, dalla caratteristica forma triangolare, svetta in un'area impervia e selvaggia che confina con le zone rimboschite di Litos e Crastazza. Sono terre quasi tutte di proprietà della Regione, gestite dall'Ente foreste. I privati ne hanno in mano solo piccoli scampoli. L'Ente foreste gestisce attualmente 4200 ettari. La proprietà privata equivale a 430 ettari di cui 230 ricadono nella riserva naturale di Tepilora e sono vincolati da tempo. Gli altri 200 sono oggetto di una trattativa tra il proprietario e l'Ente foreste che punta alla loro acquisizione. L'Ente foreste entra perciò a pieno titolo nell'istituzione del parco. Fino ad alcuni anni fa l'oasi, una vasta distesa di macchia mediterranea impreziosita da ruscelli e laghetti, è stata terra marginale. Era avara di pascoli e in un paese di pastori storicamente non ha suscitato alcun interesse. Almeno fino a quando non si è fatta strada la consapevolezza che la risorsa ambientale è il nuovo volano di sviluppo.
Tepilora (Sardegna). Una riserva naturale di 4700 ettari
Il parco, vasto 4700 ettari, sta attorno al monte Tepilora, punta solitaria che guarda verso il lago di Posada. Dal 1989 Tepilora è riserva naturale. Il profilo di roccia, dalla caratteristica forma triangolare, svetta in un'area impervia e selvaggia che confina con le zone rimboschite di Litos e Crastazza. Sono terre quasi tutte di proprietà della Regione, gestite dall'Ente foreste. I privati ne hanno in mano solo piccoli scampoli. L'Ente foreste gestisce attualmente 4200 ettari. La proprietà privata equivale a 430 ettari di cui 230 ricadono nella riserva naturale di Tepilora e sono vincolati da tempo. Gli altri 200 sono oggetto di una trattativa tra il proprietario e l'Ente foreste che punta alla loro acquisizione. L'Ente foreste entra perciò a pieno titolo nell'istituzione del parco. Fino ad alcuni anni fa l'oasi, una vasta distesa di macchia mediterranea impreziosita da ruscelli e laghetti, è stata terra marginale. Era avara di pascoli e in un paese di pastori storicamente non ha suscitato alcun interesse. Almeno fino a quando non si è fatta strada la consapevolezza che la risorsa ambientale è il nuovo volano di sviluppo.
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