È fuori dalla grazia di Dio, l'assessore regionale Tonino Dessì. La sospensione da parte del Governo dei vincoli imposti dal decreto Ronchi che istituisce il parco del Gennargentu lo considera un atto criminale, «che semina confusione, crea ulteriori tensioni ed è istituzionalmente scorretto». Ma andiamo con ordine. Ieri mattina il Consiglio dei ministri approva un decreto presidenziale - recita il comunicato ufficiale - per la ridefinizione del perimetro del Parco nazionale del Golfo di Orosei e del Gennargentu, che verrà effettuata entro il 30 giugno 2006 d'intesa con la Regione e le autonomie locali. In parole povere si tratta di una sospensione, un rinvio dell'entrata in vigore del decreto del presidente della Repubblica del 30 marzo 1998 (cosiddetto decreto Ronchi) che istituisce il parco nazionale del Gennargentu. Un atto che per essere perfetto, ovvero produttivo di effetti giuridici, manca della firma del presidente della Repubblica. Una firma che non arriverà mai. Perché il provvedimento, come ammette lo stesso ministro dell'Ambiente Matteoli, «ricalca l'analogo decreto già approvato dal Governo il 7 maggio 2004». E che il presidente Ciampi si rifiutò di firmare perché illegittimo. Il decreto Ronchi, infatti, è la conclusione di un atto complesso «perché frutto di un'intesa tra Stato e Regione- spiega Dessì - dunque può essere modificato solo da un altro atto complesso che lo sostituisca o da un decreto legge». Che, per la sua natura di provvedimento urgente, per esempio per motivi di ordine pubblico, è l'unico strumento che consente al Governo di modificare la legge nell'immediato. «L'atto del Consiglio dei ministri non ha nessuna efficacia giuridica - continua Dessì - ma la cosa grave è che genera confusione. La Regione è fortemente sconcertata da un atto che rischia di creare ulteriori tensioni». Ma c'è un altro passo compiuto dal Governo che irrita la Regione: ieri pomeriggio il ministro Matteoli ha spedito una lettera ai sindaci dei comuni dell'area interessata al parco spiegando la sospensione dei vincoli del parco e allegando il decreto. Una lettera che però non è stata mandata né ai presidenti delle Province né a quello dello Regione: «È istituzionalmente scorretto che il ministro abbia comunicato solo ai sindaci il provvedimento preso». E l'opinione di Dessì è condivisa anche dal sindaco di Orgosolo e da quello di Ollollai Arbau, che fa spallucce: «Giovedì abbiamo delegato tutto al presidente della provincia Deriu». - La decisione del Gover-nosul parco nazionaledel Gennargentu «sbilancia una difficilissima opera di mediazione che la Regione stava conducendo e rischia di fare danni e divisioni ancora maggiori». Lo afferma il Wwf. «La sospensione - spiegano gli ambientalisti - fa scattare automaticamente le misure di tutela generale, che sono molto più severe di quelle attuali e vanno dal divieto di caccia a quello di edificazione, daquellodi restauro a quello di trasformazione dei terreni».