NUORO. Gennargentu, ancora una domenica di caccia proibita. Il giorno dopo il decreto Matteoli sui vincoli sospesi, i vincoli restano tutti in piedi. E fino a quando il presidente Ciampi con darà il via libera, il parco resterà off limits anche per le attività non previste dal decreto Ronchi. Adesso quindi tutti guardano al Quirinale. Anche l'assessore Dessì che ha scritto ai 24 sindaci. Ma Ciampi stavolta firmerà? Oppure tutto finirà nel nulla, come nel 2004 quando il ministro Matteoli presentò lo stesso decreto,uguale a questo, salvo che nella data corretta a penna, che sostituisce il 2004 con il 2006? L'attesa è cominciata. Però si polemizza anche sulla strumentalità «elettorale». Tra i 24 sindaci, i pro e i contro, si sprecano, ma ci sono pure gli "attendisti" che sperano in una schiarita. Per questa domenica di caccia, comunque, il divieto permane, e le doppiette dovranno tacere. Per oggi, insomma, il decreto Matteoli non vale. Lo spiega una lettera dell'assessore regionale all'Ambiente spedita ai 24 sindaci e a tutte le autorità, Procura della Repubblica compresa. «Questo assessorato è venuto a conoscenza, sia pure in forma non ufficiale scrive Tonino Dessìche il Consiglio dei Ministri ha deliberato di sottoporre alla firma del Presidente della Repubblica uno schema di Dpr contenente modifiche al Dpr 30 marzo 2005 sulla normativa vigente nelle aree delimitate dal Dpr 30 marzo 1998 istitutivo del Parco nazionale del Gennargentu. La comunicazione precisa poiè stata spedita dal ministro ai soli Comuni interessati». La Regione è stata tagliata fuori. Sgarbo istituzionale? Dessì dice questo, ma si preoccupa della confusione che il decreto Matteoli può ingenerare. «Poichè la lettura datane da diversi organi di stampa sottolinea potrebbe indurre a errate interpretazioni in ordine agli effetti della deliberazione adottata dal Consiglio dei ministri, ritengo opportuno richiamare l'attenzione sul fatto che, fino alla eventuale sottoscrizione del nuovo Dpr da parte del presidente della Repubblica, nessuna innovazione nè tantomeno alcuna sospensione potrà ritenersi intervenuta nella vigente disciplina di salvaguardia provvisoria contenuta nell'allegato del Dpr del 30 marzo 1998». Tutto allora rimane come prima. «Le strutture dipendenti dell'assessorato, pertanto chiarisce Dessì continueranno a operare in collaborazione con le forze dell'ordine dello Stato secondo gli accordi intercorsi nella riunione del Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica svoltasi nella prefettura di Nuoro il 14 settembre». Anzi, l'assessore sarà gratoalle autorità «se nelle forme loro consentite vorranno tampestivamente informare questo assessorato di eventuali nuove determinazioni da loro assunte di propria iniziativa ovvero su disposizioni delle autorità gerarchicamente superiori». Insomma, se le forze dell'ordine riceveranno nuove disposizioni dall'alto, sono chiamate a informare subito la Regione.«Sono certo che opereremo tutti conclude Dessì per una corretta informazione della cittadinanza al fine di continuare a garantire un clima di discussione serena e di comportamenti legali e pacifici». La lettera è stata spedita ieri ai 24 sindaci, ai presidenti delle due province di Nuoro e Ogliastra, al prefetto, questore, comandante dei carabinieri, guardia di Finanza, al presidente Soru e al Procuratore della repubblica. Significativo quest'ultimo indirizzo, perchè pone la questione dei vincoli e l'iniziativa Matteoli all'attenzione dell'autorità giudiziaria. In vista di eventuali omissioni? «Niente di tutto questo, non ci sono rigidità, si tratta solo di chiarire: la linea resta quella della prudenza» risponde Dessì. Tra i sindaci c'è aria di attesa. Angela Corrias sindaco di Baunei, il paese che ha dato di più al parco (8000 ettari e 40 chilometri di costa) vede nel decreto Matteoli uno spiraglio, da prendere con le pinze, ma interessante poichè interrompe lo «strappo istituzionale». Ma sarà un decreto efficace? «Speriamo afferma Corrias anche se il nostro obiettivo resta il superamento del decreto Ronchi». Meno ottimista invece, Giuseppe Mesina, sindaco di Urzulei che dà 5000 ettari al parco. «Questo decreto è nulla afferma noi chiediamo l'abolizione della legge». Per Francesca Barracciu, sindaco di Sorgono, un paese che ricade tutto dentro il parco, la fiducia nel governo è arrivata al «livello zero». Tuttavia il decreto Matteoli «riapre un percorso». Ma se Ciampi non firmerà: «la responsabilità sarà del governo».