Nessun dietro front. Ma ancora un netto no all'eolico selvaggio,inspregioalle regole e alle bellezze naturali della Sardegna. Renato Soru - in una conferenza stampa convocata d'urgenza nel palazzo di viale Trento - lo ha ribadito con decisione, replicando a distanza al capogruppo della Quercia, Siro Marrocu, che nei giorni scorsi aveva definito uno "sbaglio" il blocco retroattivo dei giganti del vento. «La Regione non ha mai inteso demonizzare i parchi eolici ma soltanto ricondurli a delle regole precise», ha precisato il capo dell'esecutivo isolano annunciando l'imminente approvazione del Piano energetico, elaborato dall'Università di Cagliari, che in pratica autorizzerà la realizzazione di altri otto impianti eolici nell'Isola. In apparente contrasto con lo stop decretato dalla legge salvacoste del novembre 2004. «Non abbiamo fatto alcuna marcia indietro», ha detto Soru spiegando che «la Giunta intende ricondurre l'eolico una precisa programmazione». Finora assente. La guida principale - ha spiegato il Governatore - sarà in primo luogo il Piano energetico regionale che, seppure in ritardo, sarà approvato dall'esecutivo entro ottobre e prevederà - oltre a forme di energia alternativa come l'idroelettrica, la fotovoltaica e la solare-termodinamica -un'ulteriore quota di impianti eolici che si aggiungeranno a quelli già realizzati o in fase di ultimazione nell'Isola. «I nuovi impianti - ha precisato Soru - potranno essere autorizzati nelle zone industriali della Sardegna, in aree già compromesse sul piano ambientale e in ogni caso a sostegno delle attività produttive». Soru ha comunque ribadito il no della Sardegna alle speculazioni selvagge, favorite dal fatto che la produzione dell'energia dal vento è uno dei business "più facili del mondo" «L'investimento - ha spiegato -comporta costi e produzioni certe: esiste un cliente sicuro a prezzi fissi, il Grtn,il quale, tra l'altro, per primo ha avvertito la Regione che si stavano autorizzando più impianti di quanti la rete nazionale potesse sopportarne. Chi investe nell'eolico utilizza beni comuni come il vento e il paesaggio e la Regione ha il dovere di intervenire per tutelarli». Insieme all'assessore all'Ambiente Tonino Dessì e all'avvocato Graziano Campus, Soru è poi passato al contrattacco sul mega risarcimento da 12 milioni e mezzo preannunciato dalla società FriEl Anglona per il blocco dei lavori del parco eolico di Nulvi-Tergu. Una richiesta definita "temeraria" dal Governatore che ha ricordato che la salvacoste sospende «le autorizzazioni, anche precedentemente rilasciate, se i lavori non hanno modificato in maniera irreversibile lo stato dei lavori ovvero siano stati già completati». Per la Regione, insomma, il Tar sardo non sarebbe entrato nel merito della vicenda, mentre la valutazione dello stato dei lavori nel parco ne giustificherebbe la sospensione per evitare la violazione della legge e la possibile richiesta di danni ambientali, questa volta da parte della Regione. Intanto, sullo stop all'eolico incombe la pronuncia della Corte Costituzionale, prevista peri primi di gennaio. Una decisione che, secondo il Governatore, non è per nulla scontata.