Nola. Sul sito la vendita all'asta di 729 monete risalenti all'epoca romana e bizantina, probabilmente sottratte da un'area archeologica del nolano: scoperto e denunciato dalla guardia di finanza un collezionista di Cimitile. Tra le monete sequestrate una risale al 400 a. C. e ha un valore commerciale di circa centomila euro. A.P. collezionista di 53 anni, con la passione per la numismatica, aveva creato una rete di vendita on line di monete antiche. Un giro di svariate migliaia di euro che è stato scoperto e fermato dalle fiamme gialle. Sul sito www.ebai.it il collezionista ha presentato diversi lotti, ognuno di circa trenta pezzi, di monete risalenti a epoche storiche diverse: da quella romana imperiale a quella bizantina fino a giungere al diciottesimo secolo. Le monete dovevano essere acquistate all'asta e per ogni singolo pezzo c'era un prezzo base. Le più economiche partivano da 80-90 euro fino a arrivare a quelle più antiche per le quali la base d'asta era di 300-350 euro. Ogni giorno si registravano centinaia di richieste solo da tutta Italia, ma anche dall'estero. Stando a un primo controllo delle fiamme gialle, i più appassionati erano gli americani che non esitavano a versare cifre cospicue pur di accaparrarsi una monetina. Sul portale di ebai, però, il collezionista si è presentato con un soprannome al quale era legato un vero e proprio sito internet gestito da lui e sul quale l'acquirente interessato aveva una scelta di oltre 700 pezzi. Una sorta di negozio on line, insomma. Ad attirare l'attenzione delle fiamme gialle è stato proprio il sito organizzato dal collezionista. I finanzieri di Torre Annunziata, diretti dal maggiore Gennaro Ottaiano e dal tenente Sergio de Sarno sono riusciti a risalire al titolare del sito. Il collezionista è stato individuato: A.P. residente a Cimitile. In una cassaforte del suo appartamento i militari hanno ritrovato sei raccoglitori utilizzati proprio dai collezionisti di monete contenenti circa 729 pezzi di varie dimensioni e leghe: bronzo, oro, argento e il rarissimo oricalco. Tra le monete sequestrate c'è un decadramma greco del 400 avanti Cristo perfettamente conservato del valore di circa centomila euro. Nel mondo questo tipo di moneta è rarissimo. Immediatamente tutti i pezzi sono stati sequestrati e il collezionista è stato denunciato in stato di libertà per possesso illecito di beni culturali. Le indagini delle fiamme gialle, però, sono destinate a continuare. Dai primi controlli risulta che A.P. era già venduto in passato oltre 800 monete antiche tutte di un valore inestimabile. Resta ora da stabilire la provenienza dei pezzi. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti, infatti, non è escluso che le monete siano state trafugate nei siti archeologici della Campania (nel nolano e nel vesuviano) oppure rinvenute durante scavi privati e non autorizzati dalla Soprintendenza archeologica. Le monete sono messe a disposizioni di esperti della Soprintendenza che avranno il compito di stabilire l'autenticitàIl decadramma. è una moneta greca del valore di dieci dracme: è stata ritrovate fra le 729 monete sequestrate. È greca e risale al quarto secolo avanti Cristo. È molto rara, l'ultima vantazione commerciale risale al 1994. Oggi, secondo gli esperti, vale centomila euro. La moneta romana. È una moneta aurea di epoca romana del periodo repubblicano. Ora questa moneta, insieme con le altre sequestrate a casa del collezionista di Cimitile, sarà analizzata dagli esperti della soprintendenza. Il prezzo base d'asta si aggira sui 350 euro. La moneta bizantina. Risale ai 500 dopo Cristo. È stata trovata in perfetto stato, è una moneta piuttosto rara sul mercato, secondo gli esperti di numismatica. Le monete di questo tipo sono richieste sul mercato dai clienti stranieri, soprattutto americani.
Asta sul web, in vendita monete degli scavi
Un collezionista di Cimitile, identificato come A.P., è stato denunciato in stato di libertà per possesso illecito di beni culturali per aver venduto all'asta 729 monete antiche, probabilmente trafugate da un'area archeologica del nolano. Le monete, che includono una decadramma greca del 400 a.C. di valore centomila euro, sono state sequestrate e sono state messe a disposizione di esperti della Soprintendenza archeologica per stabilire l'autenticità. Le indagini continuano e si ipotizza che le monete possano essere state trafugate da siti archeologici della Campania o rinvenute durante scavi privati e non autorizzati.
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