Associazione Bianchi Bandinelli Le dichiarazioni di Urbani non dissolvono le preoccupazioni sul futuro del patrimonio artistico e culturale. Le dichiarazioni con le quali il ministro Giuliano Urbani - prima nell'assemblea indetta dall'Associazione Civita, subito dopo con un'ampia intervista al Corriere della Sera - ha cercato di rispondere alle critiche e alle preoccupazioni sull'istituzione della "Patrimonio S.P.A., assicurando che non è sua intenzione alienare il demanio artistico e culturale e aggiungendo, per dissolvere ogni dubbio, che nella nuova normativa in applicazione della delega sulla riforma del Ministero e sul nuovo codice dei beni rolex gmt master ii replica swiss culturali verrà esplicitamente richiamato il decreto 2832000 relativo alle alienazioni, sono affermazioni che in realtà confermano che le critiche e l'allarme espresso dal mondo scientifico e dalle Associazioni di tutela erano tutt'altro che infondati e debbono anche ora essere ribaditi. Prima di tutto, infatti, l'assicurazione del ministro che nella futura normativa verranno inseriti (come invece la maggioranza aveva rifiutato di fare nella discussione parlamentare sulla "Patrimonio S.P.A,) i criteri del decreto 2832000 dimostra che per il momento, senza l'inserimento di tali criteri, la legge in vigore può aprire la strada anche all'alienazione di beni di rilevante interesse culturale. Perché dunque non varare immediatamente, in uno dei tanti provvedimenti in discussione in Parlamento, tale norma di garanzia? Ma due punti delle dichiarazioni di Urbani sono particolarmente allarmanti. In primo luogo, la distinzione tra tutela e concessione in gestione, estesa anche a beni di estrema importanza (si pensi agli accenni a Pompei o agli Uffizi). Tale distinzione, presentata dal ministro in termini che ridurrebbero il Soprintendente a una sorta di ruolo di "controllore della tutela", fake rolex thailand va contro tutta la visione scientifica della conservazione del bene culturale, che considera la gestione (se non per servizi di carattere semplicemente aggiuntivo) inseparabile dalla tutela. Ed allarmante è anche l'ipotesi, affacciata dal ministro, di esporre ai rischi della cartolarizzazione le sole sicure fonti di reddito, come la biglietteria di Pompei. In secondo luogo, le dichiarazioni di Urbani confermano esplicitamente che - esclusi i beni culturali vincolati - le operazioni di vendita potranno riguardare "palazzi, colonie marine o terreni": è una chiara conferma della tendenza a escludere dall'attenzione, senza precise distinzioni e garanzie, il contesto urbano, l'ambiente e il paesaggio, in profonda contraddizione con i caratteri di una politica culturale adeguata alla realtà italiana, cellini replica nella quale il singolo bene culturale non può non essere considerato nel suo legame, spesso plurisecolare, con il contesto storico e ambientale in cui è inserito. Roma, 20 Novembre 2002
Associazione Bianchi Bandinelli: Le dichiarazioni di Urbani non dissolvono le preoccupazioni sul futuro del patrimonio artistico e culturale.
Il ministro Giuliano Urbani ha cercato di rispondere alle critiche e alle preoccupazioni sull'istituzione della "Patrimonio S.P.A." con dichiarazioni in cui ha affermato di non voler alienare il demanio artistico e culturale. Tuttavia, le sue affermazioni hanno confermato che le critiche e l'allarme espresso dal mondo scientifico e dalle Associazioni di tutela erano infondati. Il ministro ha anche affermato che nella futura normativa verranno inseriti i criteri del decreto 2832000 relativo alle alienazioni, ma non ha spiegato perché non varare immediatamente tale norma.
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