Il Ponte sullo Stretto porterà nelle casse dell'Impregilo quasi 4 miliardi di euro. L'azienda si è aggiudicata la gara per l'appalto del contestato progetto che dovrebbe unire la Sicilia alla Calabria. La Impregilo è riuscita a sconfiggere la concorrente Astaldi concedendo «uno sconto del 12,33 per cento rispetto al prezzo a base d'asta». VINCITORI Il ponte sullo stretto non c'è. Ma c'è chi da ieri può brindare al grande affare che porterà in cassa quasi 4miliardi di euro. È l'Impregilo, l'azienda che si è aggiudicata la gara per l'appalto della faraonica, o meglio Berlusconiana opera che dovrebbe unire la Sicilia al continente. Impregilo è riuscita a prendere questo piatto ricco con un'offerta di 3,88 miliardi di euro, cioè concedendo «uno sconto del 12,33 rispetto ai 4,43 miliardi di euro indicati come prezzo a base d'asta». Ma lo sconticino offerto allo Stato italiano, che è stato sufficiente per sconfiggere la concorrente Astaldi, non modificherà il tempo massimo di realizzazione del progetto, che è stato indicato in 70 mesi. Dopodiché l'appuntamento è a Messina. Anche perché, come spiegano le parole illuminanti del presidente di Infrastrutture Spa, Andrea Monorchio, «al punto in cui siamo, non è possibile non farlo perché lo stato pagherebbe, a causa delle penali, cifre equivalenti alla sua costruzione». Intanto, tornando al brevissimo periodo, Impregilo investe in champagne dopo aver ottenuto il miglior punteggio per l'aggiudicazione della gara per l'appalto. Il gruppo fa subito sapere al mondo che sarà il General Contractor per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina. Impregilo detiene una quota del 45 della società appositamente costituita di cui fanno parte Sacyr SA (con una quota del 18,70), Società Italiana Condotte (15), Cooperativa CMC (13), Ishikawajma- Harima Heavy Industries Co. (6,30) e Aci Consorzio Stabile del Gruppo Gavio (2). La società progettista è Cowi. Il General Contractor è assistito da Banca Intesa, Carige, Banca Popolare di Lodi per la quota di prefinaziamento pari al 15 dell'opera. I componenti della cordata guidata da Impregilo vantano precedenti esperienze nella realizzazione di opere ingegneristiche di questo tipo; in particolare, Impregilo aveva realizzato il secondo Ponte sospeso sul Bosforo in Turchia, della lunghezza di 1.087 metri, Cowi aveva progettato Storebealt, il ponte che unisce Danimarca e Svezia, mentre la società giapponese Ihi è stata capofila della realizzazione dell'Akashi Kaikyo, il più lungo ponte sospeso al mondo. «Siamo particolarmente soddisfatti - commenta a caldo Alberto Lina, amministratore delegato di Impregilo - per esserci aggiudicati questa importante gara di appalto per un'opera che, per struttura e caratteristiche, sarà all'avanguardia tecnologica in Europa e nel mondo. Questo è il risultato - aggiunge - di un lavoro di squadra particolarmente complesso avviato già nel 2002 che ha visto impegnate 130 persone provenienti da tutte le società della cordata, a cui vanno sommate le strutture della danese Cowi e gli scienziati dei Centri di Ricerca della Ihi in Giappone». A denti stretti festeggia anche la famiglia Romiti, ormai praticamente esclusa dal potere interno al gruppo (di cui, però, il capostipite Cesare è ancora presidente) che hanno controllato per anni: l'ex amministratore delegato Piergiorio Romiti fa sapere, infatti, che «l'aggiudicazione della gara ci riempie di gioia e di soddisfazione. Sono certo che impregilo onorerà la fiducia dello Stato per realizzare un'opera che sarà sicuramente una delle più importanti mai intraprese nel nostro paese». Ieri, intanto, i titoli dei due contendenti hanno avuto in Borsa andamenti opposti dal momento in cui si è saputo a chi era andato l'appalto. Chiusura in leggero rialzo per Impregilo, negativo invece, sebbene in recupero nel finale, l'andamento di Astaldi, a capo della cordata sconfitta: le azioni della società hanno chiuso in ribasso dell'1,34 a 5,65 euro, dopo aver toccato anche un minimodi 5,44 euro.
PONTE DI MESSINA : Un ponte tutto d'oro salva Impregilo
L'Impregilo ha vinto la gara per l'appalto del Ponte sullo Stretto di Messina, raggiungendo un prezzo di 3,88 miliardi di euro. L'azienda ha offerto uno sconto del 12,33% rispetto al prezzo a base d'asta, sconfiggendo la concorrente Astaldi. Il progetto dovrà essere completato entro 70 mesi. L'Impregilo detiene una quota del 45% della società appositamente costituita per la realizzazione del progetto, con la società progettista Cowi. Il General Contractor è assistito da Banca Intesa, Carige e Banca Popolare di Lodi. I componenti della cordata hanno precedenti esperienze nella realizzazione di opere ingegneristiche simili.
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