Ariano Irpino. Le ruspe vanno avanti nell'operazione di demolizione di alcuni edifici terremotati del centro storico, ma in settimana è previsto l'arrivo in città dell'Ispettrice della Soprintendenza ai Beni Ambientali , Architettonici e Culturali di Salerno, Avellino e Benevento, dottoressa Cinzia Vitale. Ad insistere perchè venisse sul Tricolle sono stati diverse associazioni culturali che ritengono che si stia facendo un grave danno alla memoria storica di Ariano Irpino con l'abbattimento indiscriminato di alcuni edifici in via Corso Umberto I. Per l'Associazione "Pasquale Ciccone" se ne "andrà anche l'ipogeo medioevale, che pochi conoscono, perchè pochi si interessano alla storia della città, perchè pochi sono interessati alla salvaguardia di un patrimonio culturale unico, immenso un tempo, perchè pochi sono nati e cresciuti nei vicoli della Valle o di Santo Stefano". Insomma, i danni sono stati già provocati in diversi rioni come Rione Guardia, Valle, S.Stefano. Quante chiese come quelle di S. Francesco, S. Biagio, S.Antonio, il Convento dei Benedettini, il convento dei Cappuccini, degli Agostiniani, l'Ospedale S.Giacomo, le mura medioevali hanno dovuto fare i conti con le ruspe ? E adesso si distrugge anche quel poco che era rimasto a Rione Guardia."Qui - sostiene l'architetto Carmine Iuorio - ci sono i resti della chiesa di S.Vito con l'annesso ospedale di cui si ha memoria dal 1517. Ci sono le relazioni annesse ad importanti visite pastorali che lo testimoniamo. Ebbene si abbatte tutto, senza ritenere possibile un momento di riflessione, di esame delle richieste delle associazioni culturali. Non si chiede di bloccare la ricostruzione cittadina, ma di fare in modo che questa non elimini del tutto la memoria storica, la tradizione, la bellezza di alcune testimonianze medioevali. Nel caso specifico si mira a precisare che la Soprintendenza avrebbe già depositato delle schede al Comune con l'invito a non demolire tutto ciò che si incontrasse lungo la strada principale del quartiere Guardia. Ma questo invito appare del tutto ignorato. Di qui la presa di posizione che, ripeto, non vuole mettere i bastoni tra le ruote ad alcuno". La questione si propone ogni volta che edifici terremotati del centro storico sono interessati dalla ricostruzione.