Pronti, prontissimi, praticamente .. si parte da zero. È il paradosso che «avvolge» il museo del Design, nella città che del design è la indiscussa capitale mondiale. Il primo ad ammettere la necessità, se non l'urgenza, di una struttura che accolga il meglio del genio creativo italiano, è il sindaco Gabriele Albertini: «Risollecito il mio invito agli operatori privati a farsi avanti con le proposte». Anche se, puntualizza il sindaco, nonostante non ci sia un vero e proprio museo del Design, è anche vero che il riferimento più vicino è la Triennale». Assicura Rosario Messina, presidente del Cosmit, l'ente che organizza il Salone internazionale del mobile: «La prospettiva di creare un museo del Design in passato non era concreta e pronta, oggi è prontissima». Resta il problema (oltre naturalmente a quello relativo ai fondi) della sede. Gli operatori del settore tagliano corto: la sede della Triennale è «troppo piccola» ha concluso Messina. Come ovviare? La proposta è di Albertini: perché, dato che è imminente la definizione dell'accordo di programma con la Regione per il polo esterno della Fiera e la concomitante riqualificazione dell'area del Portello, non immaginare una sede al futuro museo proprio nei padiglioni dell'attuale Fiera. Resta l'incognita della Triennale. Che resta «acefala». Il sindaco ha ribadito la sua candidatura alla presidenza: quella di Davide Rampello. «È la persona più adatta, per la sua esperienza specifica, a ricoprire quel ruolo. Altre alternative non sono praticabili, proprio nel rispetto dello statuto della Fondazione». Una frecciatina il sindaco la riserva a chi siede nel consiglio di amministrazione della Triennale: «Trovo censurabile il comportamento di alcuni consiglieri, che pur potendo procedere alla nomina, per invidie o giochi di potere non lo hanno ancora fatto in oltre sei mesi». Il sindaco ha però escluso rischi di commissariamento per la Fondazione.