Tagli killer: rischiano Maggio, Ort e Metastasio FIRENZE. È allarme rosso in Toscana per i tagli alla cultura imposti dalla Finanziaria. «Il quadro che si sta delineando - spiega l'assessore regionale alla cultura Mariella Zoppi - è quello di una vera e propria emergenza soprattutto nel settore dello spettacolo. In questo settore calcoliamo che la diminuzione dei finanziamenti toccherà il 20 per cento, il 15 per effetto diretto del taglio del fondo statale e per il 5 per l'effetto indiretto della Finanziaria sulle disponibilità di spesa dei Comuni». La Regione, dal canto suo, cercherà di risparmiare lo spettacolo dal taglio generalizzato del 5 per cento che è costretta a sua volta ad operare: troppo poco, però, per scongiurare gravi conseguenze nella programmazione di concerti, balletti, rappresentazioni teatrali. «Si tratta di un taglio che ci preoccupa tantissimo - aggiunge Mariella Zoppi - e che non deve essere sottovalutato: nella nostra regione i lavoratori del settore dello spettacolo con oltre 20mila, poco più della metà degli addetti all'agricoltura che invece beneficia di molti più aiuti». Dopo le prime denunce sull'effetto dei tagli inseriti in Finanziaria, adesso si precisa ulteriormente il quadro delle possibili conseguenze: «La manovra - dice Simone Siliani, assessore alla cultura del Comune di Firenze - comporta rischi gravissimi perché ai tagli previsti, vanno ad aggiungersi le riduzioni delle risorse agli enti locali che potrebbero ricadere sui finanziamenti comunali alla cultura. Il rischio è quindi quello di un accumulo di tagli». L'altro punto dolente è rappresentato dalle attività culturali: «Dato che abbiamo deciso di non tagliare - aggiunge l'assessore Mariella Zoppi i nostri contributi allo spettacolo e ai servizi, e in particolar modo alle biblioteche, agli archivi e ai musei, saremo costretti a ridimensionare ulteriormente il sostegno a mostre, manifestazioni, eventi musicali». L'unica voce gaia del coro è quella del sovrintendente Antonio Paolucci, responsabile del polo museale fiorentino. «Dato che godiamo di un regime di autonomia finanziaria - afferma - e abbiamo proventi per 23 milioni di euro l'anno, posso assicurare che non ci saranno contraccolpi negativi per la Galleria degli Uffizi, per l'Accademia, le Cappelle Medicee, il giardino di Boboli e tutte le altre perle del polo museale». Diverso e ben più triste sarà invece il destino dei musei statali toscani non inseriti nel polo fiorentino. Per questi, il futuro riserva solo ulteriori difficoltà e ristrettezze. Per la lirica, poi, la mannaia della finanziaria assomiglia a una sorta di marcia funebre. Per la Fondazione del Maggio musicale fiorentino, si stima una contrazione di 6 milioni di euro da spalmare uniformemente tra danza teatro e musica. Il commissario Salvatore Nastasi ha stimato infatti che il contributo potrebbe scendere da 10 a 14 milioni di euro. Per l'Orchestra regionale toscana, la cura dimagrante sarebbe di 600mila euro su un totale di 1,8 miliardi. Il teatro Metastasio di Prato sta facendo e rifacendo i conti, ma la presidente Gerardina Cardillo ha già fatto sapere che se dovrà davvero rinunciare a 200mila euro «non resta altro che chiudere i battenti». A Pontedera, invece, il taglio dovrebbe essere di 130mila euro, mentre a Cascina si stima una riduzione di 70mila.
Toscana. Funerale per teatri e musei
In Toscana, il taglio della Finanziaria ha creato allarme rosso per la cultura. Il settore dello spettacolo rischia di subire tagli del 20% per effetto diretto del taglio del fondo statale e del 5% per effetto indiretto. La Regione Toscana cercherà di risparmiare lo spettacolo, ma il taglio è troppo poco per scongiurare gravi conseguenze. I lavoratori del settore dello spettacolo in Toscana sono circa 20mila. Il Comune di Firenze ha deciso di non tagliare i contributi allo spettacolo e ai servizi, ma le attività culturali potrebbero essere ridimensionate. Il polo museale fiorentino, invece, non dovrebbe subire contraccolpi negativi.
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