I margini di confronti tra ministero dei Beni Culturali e dipendenti si riducono sempre più. Oggi - domenica delle Palme - i lavoratori si riuniranno in assemblea confermando, di fatto, lo stato di agitazione. Molti musei e siti archeologico-storici di Napoli e provincia resteranno dunque chiusi per alcune ore. Ma sarà a Pasqua e ancora a Pasquetta che si rischierà di trovare sbarrati i cancelli e i portoni delle aree storiche napoletane. Ad aver dato il classico colpo di grazia ad una trattativa che già si mostrava difficile, le perole del Soprintendente ai beni Architettonici e al Paesaggio, Nicola Spinosa, il quale apertamente e senza usare parafrasi ha dichiarato che il Ministero non ha soldi per pagare le spettanze arretrate ai dipendenti. «Noi - ha spiegato - siamo costretti a fare i salti mortali per pagare le bollette dell'acqua e della luce» lasciando intendere che ogni speranza, in tal senso, è da ritenersi vana. «L'unico passo può farlo la Regione - ha sottolineato Spinosa - ammnsso che sia disposta a farlo, ed è quello di anticipare il denaro per conto del ministero. A Roma le casse sono vuote» ha poi ribadito. Da questo la decisione, oramai irrevocabile, da parte dei sindacati, di confermare le assemblee fissate per domani, ma soprattutto l'astensione dal lavoro per Pasqua e Pasquetta. «Tutto confermato - ha detto Remato Petra, segretario regionale - Siamo sicuri purtroppo che arrecheremo dei disagi ai visitatori, ma il Ministero e la Regione erano stali avvertiti da tempo la prima assemblea si è svolta un mese fa a San Martino - e nulla hanno fatto per scongiurare i disagi ai turisti. Abbiamo appreso solo dagli articoli dei giornali di una presunta lettera inviata dagli assessori regionali Di Lello e Armato alle organizzazioni sindacali regionali, nella quale chiedevano la sospensione delle agitazioni sindacali in cambio del pagamento delle spettanze dovute dalla Regione ai dipendenti deli Beni Culturali e di un'incontro con il Ministro sulla vertenza in atto. Noi non abbiamo ricevuto alcuna lettera dagli Assessori». Secondo Petra questo è un ulteriore passaggio incompiuto attraverso il quale si legge la poca propensione a risolvere il problema . «Forse alla Regione Campania interessa colloquiare solo con la triplice - ha sottolineato Petra - forse anche in virtù delle prossime scelte legislative in materia di "devolution". Se la Regione Campania ha la volontà di liquidare quanto dovuto ai lavoratori dei Beni Culturali, ci invii gli atti e noi nelle assemblee che faremo informeremo i lavoratori.In merito alla vertenza con il Ministero per la liquidazione di quanto dovuto al personale a all'incontro annunciato, fino all'altra sera non vi era traccia di incontri programmati.