LA REGIONE lascia la biblioteca al buio. Dalla primavera scorsa la sala lettura, con un centinaio di posti a sedere attorno ai tavoloni di legno massiccio, non ha più le lampade per leggere. E i ragazzi che affollano la monumentale sala lettura della biblioteca di corso Vittorio Emanuele studiano nella penombra più assoluta, finché la vista regge. Entro le 17ormai, con l'autunno che avanza, sono costretti ad abbandonare le postazioni e ad andare via. Una situazione che, alle lunghe, è diventata difficile da reggere, soprattutto per chi ha scadenze di esami e di lauree alle porte. La sala lettura, riaperta in primavera dopo mesi di restauri per il crollo di un rosone dal soffitto, è stata restituita ai frequentatori della biblioteca sprovvista perfino delle poche lampade ancora in funzione rimaste, perché non più a norma con la legge 626 sulla sicurezza. Protestano gli studenti, che in questi giorni, per non rinunciare alla quiete della biblioteca regionale, hanno tentato di risolvere il problema con soluzioni fai-da-te, ovvero con la lampadina portata da casa nascosta nello zaino. Ma, cortesi e solerti, gli impiegati hanno invitato i ragazzi a staccare le spine, con la seguente motivazione: «E la bolletta poi chi la paga?». I giovani hanno pensato pure mettere in scena una forma di protesta e di farsi trovare con le fiammelle di tanti lumini rossi cimiteriali accese sui tavoli. «Lo faremoavvisano Salvo lo Cascio, del consiglio degli studenti di Giurisprudenza e Giulio Puccio, stessa facoltà In questa biblioteca, che dovrebbe essere il fiore all'occhiello tra le istituzioni culturali regionali, non si può mai studiare bene, ci sono disservizi su disservizi. Una volta il crollo dal soffitto, un'altra gli scioperi a singhiozzo dei dipendenti o le sale all'improvviso chiuse per motivi di sicurezza». Accusa Giulia Brucato: «Regolarmente torno a casa col mal di testa, dall'una in poi non si può studiare. Nemmeno col mio lumino portatile sono riuscita a reggere». L'Sos all'assessorato ai Beni culturali l'ha lanciato da tempo, inascoltato, il direttore della biblioteca, Gaetano Gullo, chiedendo un finanziamento di circa 40 mila euro per l'acquisto di una cinquantina di lampade, ciascuna sufficiente per illuminare due posti. «Abbiamo fatto la richiesta prima dell'estate. Ma ancora questo finanziamento non è stato assegnato e non possiamo procedere alla garaspiega GulloE un problema vecchio, le lampade che c'erano non erano più adatte e andavano sostituite. La soluzione migliore sarebbe l'illumina-zione dall'alto. Ma occorre un progetto complessivo. Pensavamo di risolvere subito chiedendo questo piccolo intervento. E stiamo ancora aspettando».
PALERMO: Al buio la biblioteca regionale mancano i soldi per le lampade
La biblioteca regionale è stata lasciata al buio dalla primavera scorsa, con solo poche lampade funzionanti. I ragazzi che frequentano la biblioteca devono studiare nella penombra, finché la vista regge, e sono costretti ad abbandonare le postazioni alle 17. La situazione è difficile per chi ha scadenze di esami e di lauree. Gli studenti hanno tentato di risolvere il problema con soluzioni fai-da-te, ma gli impiegati hanno invitato a staccare le spine. I giovani hanno pensato di mettere in scena una forma di protesta con fiammelle accese sui tavoli.
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