Austria, un ex della Wermacht organizzava tour nel Lazio Riportati in Italia 600 pezzi etruschi, trovati altri 3000 reperti L'uomo si difende dicendo di aver "salvato un tesoro" Rupert Aichmeir, l'anziano denunciato in Austria ROMA - Militare della Wermacht nella seconda guerra mondiale, titolare di un'agenzia turistica, direttore di un museo privato archeologico a Linz, in Austria. Fuorilegge. Dalle sua mani sono passati, negli ultimi decenni, almeno tremila reperti archeologici trafugati dalle zone di Crustumerium, antica città latina in provincia di Roma. Con la complicità di circa cinquanta tra "tombaroli", ricettatori, acquirenti e fiancheggiatori, l'ottantaduenne austriaco Rupert Aichmeir si era guadagnato l'appellativo di "re dei cocci" ma per molti il suo nome di battaglia restava "Mozart", come lui, originario della terra del musicista. Seicento pezzi tra anfore, vasi etruschi e statuette sono stati recuperati dai carabinieri per la tutela del patrimonio culturale ma altre migliaia di reperti sospetti sono stati scoperti in depositi sparsi in un raggio di chilometri intorno alla città di Linz. In prigione, il "re dei cocci" non c'è finito perché è troppo anziano: è stato semplicemente denunciato, ma cinque suoi stretti collaboratori, tutti italiani con precedenti penali per scavi abusivi, sono stati accompagnati a Regina Coeli e rischiano fino a sette anni di carcere. Lui, il vecchio leader dell'organizzazione, quando è stato fermato nel marzo scorso dai carabinieri aveva in macchina un borsone verde dove nascondeva, sotto profumati limoni e bottiglie d'olio d'oliva, un paio di statuette appena rubate da uno scavo in Toscana. Di solito però, i preziosi esemplari li importava in Austria sui pullman usati dalla sua agenzia turistica specializzata in tour archeologici nei paesi della vecchia Etruria. Li ripuliva nel suo laboratorio di casa e, se necessario, provvedeva personalmente anche al restauro; poi li esponeva fissando i prezzi al pubblico con l'aiuto dei listini delle case d'aste. Era convinto di essere una sorta di "salvatore del patrimonio archeologico", come ha detto al microfono di una televisione austriaca: "Gli italiani - ha spiegato - non erano in grado di occuparsi di quei tesori; per fortuna li ho salvati io". (7 ottobre 2005)