«Cara Marion, spero che tu abbia questo quando ricevi la lettera. Trovato vicino a Cuma. Forse é Turno! Non é greco-greco, non é etrusco, ma é grande. Altezza 23,5 cm. Patina magnifica, 275.000 dollari. Sinceramente, Bob». A scrivere è Robert Hetch, noto trafficante internazionale di reperti archeologici. Marion é Marion True, che pochi giorni fa si è dimessa dal suo incarico direttivo al Paul Getty Museum di Los Angeles e che il 16 novembre, prima tra i grandi curatori internazionali di antichitå, sarà processata con Bob da un tribunale italiano a Roma per aver acquisito reperti archeologici «rubati» negli scavi clandestini in Italia. Bob paria di «questo», rimandando verosimilmente a una fotografia che era inclusa nella lettera: la testa di Turno, re dei Rutuli, il condottiero con cui si scontrò Enea al suo arrivo in Italia. Una cosa definita comunque «grande» e che si puo acquistare con un discreto assegno. Notizia che Marion True, laureata ad Harvard, e già curatrice al Boston Museum of Fine Arts e poi all'Harvard University's Fogg Art Museum, riceve con evidente piacere cosi come dimostrano altre lettere. Il brano riferito appartiene a una delle cinque lettere pubblicate nei giorni scorsi dai giornalisti Jason Felch e Ralph Frammolino sulle pagine del «Los Angeles Times». Quando il pm Pier Giorgio Perri, che sta portando alla sbarra la signora True, le ha lette ha fatto un salto sulla sedia decidendo di chiedeme l'acquisizione al più presto. Le lettere confermano i traffici spudorati che musei piu che blasonati hanno avuto la sfrontatezza di praticare nel corso di questi anni, alimentando il mercato illegale clandestino che si basa sul depredamento di importanti zone archeologiche italiane. Nel mirino di questa organizzazione che riunisce tombaroli, predoni, trafficanti e dirigenti di museo in doppiopetto ci sono dunque posti come la Cuma di cui paria Hetch, cosi come la Crustumerium romana saccheggiata per il museo austriaco scoperto oggi dai carabinieri e depredata a piu riprese in passato come dimostrano i venti vasi ritrovati in una vetrina di un antiquario di Manhattan o quelli tuttora esposti in un museo di Francoforte. I direttori dei musei non sapevano? Sentite cosa scrive sempre Hetch alla solita True: «Ieri un amico mi ha chiamato per dirmi che dal momento che i carabinieri si stanno occupando del vaso con le braccia di Achille ha deciso di abbandonare l'affare. Cosi non potremo averlo. Forse lo acquisteranno altri. Pazienza. Bob». E ancora in un'altra lettera alla «cara Marion» il solito Bob dice: «Se ne potrà discutere all'infinito se questo (14 cm) sia del 450 a.C. oppure Augusteo. La sua provenienza é distante pochi metri dal vostro giovane morente. É attraente, di bella fattura, e io penso che possa provenire da Fidia». Poi ecco la stessa Marion che il 22 gennaio 2002 scrive a Giacomo Medici, il trafficante romano condannato recentemente a 10 anni di reclusione. «Grazie per la tua lettera del 30 dicembre...Sono molto contenta di avere avuto l'informazione sui nostri tre frammenti di "olpai" (vasi greci del VI secolo a.C, når) proto-corinzie. E sapere che essi provengono da Cerveteri e dall'area di Monte Abatone é molto utile per le ricerche di una del nostro staff. Lei è anche molto curiosa per l'altro "oinochoe" (vaso gre-co per il vino, ndr) di cui ci hai inviato una foto... Sarò a Roma con John Walsh dal 19 al 23 febbraio e poi dall'8 al 12 marzo. Spero di incontrarti e di discutere sulle prossime acquisizioni.
Opere trafugate: ecco le lettere che incastrano il Getty Museum
Marion True, curatrice del Boston Museum of Fine Arts e dell'Harvard University's Fogg Art Museum, riceve una lettera da Robert Hetch, noto trafficante internazionale di reperti archeologici, che le informa che un vaso con una testa di Turno, re dei Rutuli, è stato trovato vicino a Cuma. Il vaso è alto 23,5 cm e ha una patina magnifica, valutato a 275.000 dollari. Hetch afferma che il vaso non è greco-greco o etrusco, ma è un reperto archeologico importante. Marion True è contenta di ricevere la lettera e spera di poter acquistare il vaso.
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