È un esordio poco felice per l'alta stagione turistica, che coincide con la domenica delle Palme, per il ritardo di due ore dell'apertura dell'area archeologica più famosa del mondo e i disagi per i turisti. Dalle 8,30 alle 10,30 di questa mattina i custodi degli scavi di Pompei, aderenti alla Cgil, Cisl, Uil, e ai sindacati autonomi, incroceranno le braccia perchè non ci stanno ad essere i primi sospettati, dopo il furto dei giorni scorsi, nella Casa dei Casti Amanti. Nessun provvedimento concreto, per il momento, ma il clima che si è creato all'interno degli Scavi si è fatto pesante. La Uil, rappresentata da Antonio Pepe, rispedisce al mittente le accuse mosse contro gli addetti alla vigilanza e chiede un'indagine su tutto il personale, «a partire dai responsabili sindacali, così - dice Pepe - sfateremo qualsiasi dubbio. Non è giusto attaccare sistematicamente una categoria che svolge con spirito di sacrificio il proprio lavoro, con scarsi riconoscimenti in termini economici e professionali». Stessi toni in casa del sindacato autonomo: «Respingiamo con forza - dice Renato Petra - ogni riferimento che possa dare luogo ad accuse, seppur velate, agli addetti alla vigilanza. La Soprintendenza dovrebbe pensare ad altro, per esempio al degrado che da anni versa a Pompei». «Basta con gli attacchi al personale - afferma Michele Germano, rappresentante della Cgil - è da tempo che l'amministrazione continua a sparare nel mucchio, dando sempre, e soltanto, la colpa ai custodi».