Sepolcri dell'epoca preromana profanati e distrutti, preziosi vasi e arredi funebri trafugati e piazzati all'estero nelle dimore di lusso di amatori e collezionisti, o in musei clandestini, con tanto di biglietto, allestiti a Linzein altrecitlà dell'Austria. Reperti trafugati in maggior parte nell'antica città di Crustumerium, sulla Salaria, e in altre città d'Italia da tombaroli senza scrupoli. Adesso, dopo mesi e mesi di indagini, intercettazioni telefoniche, appostamenti e riscontri attraverso rogatone internazionali, i carabinieri del Comando Tutela patrimonio culiurale sono riusciti a sgominare l'organizzazione che aveva depredato uno dei più importanti siti archeologici che sorgono intorno alla capitale, oltre il Raccordo, tra il parco della Marcigliana e la vasta pianura delimitata dalle anse dei Tevere. Quattro persone arrestate tra Roma e Bracciano, una ventina di indagati, decine di perquisizioni, e centinaia di pezzi risalenti al VII secolo avanti Cristo recuperati tra l'Italia e l'Austriace per lo più venivano esportati. E' il primo bilancio dell'operazione, coordinata dal pubblico ministero Pierluigi Cipolla, e conclusa nei giorni scorsi con l'esecuzione di quattro ordinanze di custodia cautelare. Le accuse sono associazione per delinquere finalizzata allo scavo clandestino e all'esportazione illegale di reperti archeologici. Sì, perche era «un vero e proprio sodalizio criminale», dicono gli investigatori, cementato anche da legami parentali, quello che faceva capo ai quattro arrestati: ufficialmente piccoli imprenditori agricoli, di fatto predoni e trafficanti di preziosi materiali. E che sulla città latina di Crustumerium, sottoposta per intero a vincolo archeologico a partire dal 1989, avesse messo le mani più d'una organizzazione malavitosa non era certo una novità: «di eccezionale importanza per gli studiosi che lavorano alla ricostruzione delle origini di Roma» come spiega un investigatore, Crustumerium in una quindicina di anni di scavi abusivi aveva subito la devastazione di oltre un migliaio di tombe. Ed era slato in virtù della collaborazione tra i carabinieri del Patrimonio culturale e la Soprintendenza di Roma che verso la fine degli anni ottanta si era riusciti a ottenere la restituzione da parte di un antiquario di Manhattan di numerosi vasi etruschi esposti negli Usa ma trafugati illegalmente dalla necropoli di Crustumerium. Molti reperti, circa600, sono stati confiscati e riportati in Italia: l'indagine riserva altre sorprese e oggi nella sede del comando dei carabinieri della tutela patrimonio culturale, verranno esposti anche i reperti recuperati.
Quattro tombaroli in manette e 20 indagati
I carabinieri del Comando Tutela patrimonio culturale hanno concluso un'operazione contro un'organizzazione criminale che ha trafugato reperti archeologici da Crustumerium, una città preromana in Italia. I reperti, tra cui vasi etruschi e arredi funebri, sono stati esportati all'estero e venduti a collezionisti e musei clandestini. Gli investigatori hanno arrestato quattro persone e indagato altri ventina, trovando decine di perquisizioni e centinaia di pezzi recuperati. La maggior parte dei reperti è stata trovata in Italia e l'Austria. L'operazione è stata coordinata dal pubblico ministero Pierluigi Cipolla e conclude con l'esecuzione di quattro ordinanze di custodia cautelare.
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