Gli antichi profumi dei pompeiani, le essenze personalizzate degli uomini importanti, gli unguenti per i massaggi e le cure termali, le ricette segrete per la cosmesi. Vasi, vasetti di alabastro, boccette già allora stilizzate, eleganti contenitori per ciprie, ombretti, pratiche magiche per vellutare e mantenere giovane la pelle, insomma l'essenziale per il fitness di due millenni fa. Risplende, in un trionfo di aromi, colori, piante e fiori pregiati, l'antica dimora del profumiere. Riapre, da martedì al 2 giugno, la sfarzosa Casa del Giardino d'Ercole, una delle più interessanti «domus» restaurate all'interno del perimetro archeologico. Una mostra sugli profumi di quel tempo spezzato dall'eruzione del Vesuvio. Prodotti realizzati con le stesse tecniche degli artigiani romani dagli specialisti dell'azienda Antica Erboristeria Pompeiana. Tutt'intorno, in un'area verde di quattromila metri quadri, coltivati ad olivo, piante e fiori di pregio, dal giglio alla rosa e alla violetta, dal basilico al finocchietto. Una proposta in più per i visitatori (più di tre milioni, in media, all'anno) che affollano Pompei e i percorsi degli Scavi, presto dotati di monitor e sofisticati sensori a fibre ottiche, per garantire la sicurezza del patrimonio storico, dopo l'ultimo scippo dalle pareti della Casa dei Casti Amanti. Nonostante le difficoltà organizzative, purtroppo crescenti, il polo archeologico vesuviano continua ad affermarsi in assoluto, nel mondo. E dopo i successi della mostra «Storie da un'eruzione» (inaugurata nelle sale del museo Archeologico Nazionale di Napoli) e delle passeggiate «by night», ecco una proposta inedita, che nei prossimi giorni sarà incalzata da una nuova rassegna sulle produzioni «doc» degli antichi vini locali. «Il giardino della Casa del profumiere - spiega il Soprintendente, Pier Giovanni Guzzo - fa parte del progetto di recupero e di ripristino delle aree a verde degli Scavi. Grazie a un eccellente intervento di restauro, il complesso oggi si presenta ai visitatori nella sua forma originale». La ricostruzione degli spazi, dei giardini, la riproduzione delle ricette originali, gli allestimenti sono stati curati dagli studiosi e dai tecnici della Soprintendenza attraverso una meticolosa «lettura» delle antiche preesistenze. La mostra sarà presentata martedì mattina, alle 12, da Anna Maria Ciarallo, direttrice del laboratorio di Ricerche Applicate della Soprintendenza Archeologica di Pompei, insieme con i dirigenti amministrativi e i responsabili dell'Antica Erboristeria, l'azienda che ha consentito la riproduzione degli antichi profumi, sponsorizzando ovviamente l'iniziativa. Non si tratterà di una semplice esposizione. I visitatori, infatti, avranno la possibilità di testare aromi ed essenze, seguire le fasi di preparazione degli unguenti, imparare tecniche considerate sinora segrete per la cura della bellezza e, come accennato, il fitness degli antichi romani, o almeno dei più ricchi, facoltosi commercianti, patrizi, governanti. Prima di uscire dal perimetro verde, si potranno anche acquistare boccette e vasetti fotocopia degli originali che si producevano a Pompei, anche in quel maledetto mezzogiorno del 24 agosto 79, quando il vulcano cominciò a eruttare sulla città una valanga infernale di fuoco, lapilli e cenere.
ITINERARI - POMPEI: Nuova apertura per la casa del profumiere
La Casa del Giardino d'Ercole, una delle più interessanti domus restaurate all'interno del perimetro archeologico di Pompei, riapre il 2 giugno con una mostra sugli profumi di quel tempo. I prodotti sono stati realizzati con le stesse tecniche degli artigiani romani dagli specialisti dell'azienda Antica Erboristeria Pompeiana. La mostra si svolgerà in un'area verde di quattromila metri quadri, coltivati ad olivo, piante e fiori di pregio. I visitatori potranno testare aromi ed essenze, seguire le fasi di preparazione degli unguenti e imparare tecniche considerate sinora segrete per la cura della bellezza.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo