IL MUSICISTA Così fanno fuori i giovani È agghiacciante. Quello che sta succedendo e che si prefigura con i tagli allo spettacolo è semplicemente un massacro. Per tutta la cultura, ma in particolare per i giovani: già sono in difficoltà pazzesche, ma non avranno più nemmeno la possibilità di esprimersi, di farsi sentire. So e parlo dei giovani musicisti, ma è un massacro che non investe solo la musica, investe tutto, il teatro, la danza, e sono le nuove generazioni a venir tagliate fuori. il più grande attacco terroristico della nostra storia recente, mai visto in ben 35 anni di convivenza dei cittadini e delle istituzioni con attentati e azioni violente di ogni tipo. Il cambiamento politico conseguente alle elezioni generali ha poi contribuito al succedersi di numerosi fenomeni destabilizzanti che hanno avuto un'influenza diretta e definitiva sulla società spagnola. Prendiamo le istituzioni concertistiche: cercano di risparmiare sui giovani per organizzare concerti con artisti di nome, ma questi costano e non hanno così bisogno di farsi conoscere, mentre chi inizia ora ne ha un bisogno disperato. E le nuove compagnie teatrali? E i laboratori? Saranno spazzati via. È un problema di ricambio generazionale e di idee, ma non solo: altri colleghi e io insegnamo, ma cosa insegnamo a questi ragazzi che non avranno nessuna opportunità? Generiamo disoccupati. Lo trovo pazzesco. Dobbiamo anche chiederci da dove arriva tutto ciò. Una risposta arriva dal fatto che in Italia c'è stata sempre un'ignoranza smisurata sulla musica, non si insegna a scuola, e questa mancanza gravissima si ripercuote su chi ci governa che è portato a non capirne niente, non solo di musica, ma anche di cultura. Non si diventa colti e curiosi per folgorazione divina: senza un'educazione adeguata nelle scuole siamo tutti fregati. E temo, inoltre, che così facendo le prossime due generazioni non potranno nemmeno sapere (e quindi gustare) cos'è la musica classica. E ancora: non vorrei essere troppo pessimista, ma mi pare che si voglia minare deliberatamente la cultura e generare degli ignoranti. Se la scuola va come va, se le istituzioni concertistiche chiudono - un centinaio ha già chiuso, quante seguiranno? - se i teatri non potranno coltivare compagnie giovanili né orchestre,mi sorge un dubbio: si fa apposta? Una democrazia che si rispetti deve basare tutto sulla cultura, la cultura è la base di un popolo. Come è possibile che questo non venga capito?Allora mi chiedo: tagliano la cultura e lo spettacolo per avere gente che non capisce e non si pone domande? È un paradosso, una provocazione, ma è quello che mi viene in mente quando apprendo di questi tagli. Per la cultura con la C maiuscola i soldi non si trovano mai.
TAGLI ALLO SPETTACOLO: È agghiacciante:tagliano la cultura per tenerci ignoranti
Il musicista esprime la sua preoccupazione per il futuro della cultura e dello spettacolo in Italia, a causa dei tagli alle istituzioni concertistiche e teatrali. Secondo di lui, la mancanza di educazione musicale e culturale nella scuola è un problema grave che porterà a una generazione di giovani che non sapranno apprezzare la musica classica e la cultura. Il musicista teme che questi tagli siano deliberati per minare la cultura e generare ignoranti. Crea un paradosso, secondo il musicista, che è quello di tagliare la cultura per avere gente che non capisce e non si pone domande. Il musicista chiede come sia possibile che questo non venga capito.
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