Pompei. Abusi edilizi e gestione dell'area archeologica: il ministro manda gli ispettori. Questa mattina due funzionari del ministero arriveranno negli uffici della soprintendenza pompeiana di Porta Marina Superiore per fare luce sulle presunte irregolarità denunciate dal senatore di An, Luigi Bobbio, al ministro per i beni e le attività culturali, Rocco Buttiglione. Cento trenta milioni di euro non spesi, l'operato del cda della soprintendenza e presunti abusi edilizi riscontrati dai vigili all'interno degli scavi, sono i punti principali su cui lavoreranno gli 007. Con l'invio a Pompei degli ispettori il ministro Rocco Buttiglione intende fare chiarezza su tutte le vicende che vedono coinvolte la soprintendenza, sollevate da politici e sindacati. «È impensabile - ha denunciato nei giorni scorsi il senatore Bobbio - che Guzzo abbia il controllo di un terzo del consiglio di amministrazione della soprintendenza. È ovvio che tale controllo, visto che il cda è composto da Guzzo, dal funzionario più alto in grado della soprintendenza e da un dipendente, condizioni l'operato del direttore amministrativo. Bisogna, poi, capire le ragioni della mancata utilizzazione dei notevoli fondi a disposizione. C'è tanto da fare, eppure gli interventi realizzati sono pochi». La Ugl Beni Culturali e la Falbac, che avevano chiesto l'intervento del ministro, esprimono soddisfazione. «Ci auguriamo - dichiara Renato Petra, responsabile Ugl Beni Culturali - che gli ispettori vadano a fondo e facciano chiarezza anche su altri aspetti che coinvolgono la gestione della soprintendenza, come quello della progettazione che ogni anno è sempre la stessa». Anche Claudio Calcara della Cisl aveva invocato l'invio degli ispettori: «Per far funzionare Pompei c'è bisogno di collaborazione tra le due anime della soprintendenza e questo, si è capito, non avverrà fin quando ci sarà il soprintendente Guzzo. L'ufficio di Pompei ha avuto tre city manager e Guzzo non è andato d'accordo con nessuno dei tre». A difendere a spada tratta l'operato del soprintendente Pietro Giovanni Guzzo, sono scesi in campo la Cgil e i Ds provinciali e locali. «Guzzo non si tocca», è la risposta della Quercia, attraverso un manifesto, a quanti hanno accusato di «incompetenza» il soprintendente chiedendone le dimissioni. Secondo i Ds il duro attacco sferrato contro Guzzo ha un solo obiettivo: «Sostituirlo con un gruppo affaristico che dovrebbe spartirsi la nuova pioggia di investimenti». Oggi, intanto, si annuncia un'altra giornata ali' insegna dei disagi. Gli scavi, infatti, apriranno con due ore di ritardo per un'assemblea indetta dalla Cisl e dalla Flp.
Inchiesta del ministro sugli scavi di Pompei
Il ministro per i beni e le attività culturali, Rocco Buttiglione, ha inviato due funzionari per fare luce sulle presunte irregolarità nella gestione dell'area archeologica di Pompei. Il senatore Luigi Bobbio ha denunciato abusi edilizi e la mancata utilizzazione di fondi a disposizione. La Ugl Beni Culturali e la Falbac hanno espresso soddisfazione per l'intervento del ministro. Gli ispettori lavoreranno su 132 milioni di euro non spesi, l'operato del cda della soprintendenza e presunti abusi edilizi. Il soprintendente Pietro Giovanni Guzzo è stato difeso da politici e sindacati, che lo accusano di incompetenza.
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