E' arrivato in ritardo, il ministro Rocco Buttiglione, alla presentazione, proprio nella sede del suo dicastero in via del Collegio Romano 27, di «Italyart», il palinsesto da 52 grandi eventi delle Olimpiadi della Cultura che in occasione dei Giochi presenterà al mondo - per 5 mesi - il meglio dell'Italia, in passerella a Torino e dintorni. Un ritardo -Buttiglione è spuntato a presentazione terminata - che non ha mancato di sollevare brontolii tra i piemontesi giunti a Roma e nella squadra di Torino 2006, i cui vertici, al completo, ieri erano nella capitale a quell'ora e in quella sede proprio per volontà del ministro. Molte sono comunque le consolazioni giunte dall'evento di ieri. Una su tutte: è confermato l'arrivo in città del simbolo degli atleti del mondo antico, la celeberrima copia romana del perduto Discobolo di Mirone, che farà mostra di sé con il Pugilatore di Atene ed altri tesori all'esposizione «Eroi e atleti» organizzata dal ministero per i Beni culturali al museo di antichità. Dall'appuntamento romano è arrivata anche un'altra novità. Evelina Christillin s'è detta «dispiaciuta per l'impossibilità di un'Ostensione della Sindone durante i Giochi», ed è parsa assai scettica sulla chance che questa partita si riapra, Mario Pescante ha rivelato: «Sto lavorando in sordina, direttamente con il Vaticano, perché la Sindone sia visibile durante le Olimpiadi. Purtroppo tra i miei collaboratori s'è forse commesso qualche errore di approccio, qualche indelicatezza, tanto che tra le autorità religiose qualcuno ha creduto che intendessimo un'Ostensione come un richiamo turistico. Ci accostiamo invece alla Sindone con molto rispetto. Sto discutendo personalmente questa opportunità, e ne sto parlando non con la diocesi di Torino, ma direttamente con il Vaticano. La loro risposta, per ora, è "ni". Forse diverrà sì nelle prossime settimane». Di certo, ieri gli organizzatori olimpici hanno presentato - in sala diversi membri delle commissioni Cultura e Sport di Camera e Senato, oltre che giornalisti - risultati tali da meritare una pioggia di elogi. «La squadra di Torino 2006 - ha detto Gianni Petrucci, presidente del Coni - è ormai portata ovunque ad esempio di efficienza e qualità di lavoro: siamo forse la nazione che nella storia presenta più risultati con più mesi d'anticipo rispetto all'inizio dei Giochi». Se Pescante ha ricordato l'appuntamento del 3 novembre a New York, per chiedere la «tregua olimpica» all'assemblea delle Nazioni Unite, non senza orgoglio Evelina Christillin ha illustrato il fitto calendario di mostre, rassegne fotografiche ed eventi di teatro, musica, cinema, danza e letteratura, dal programma Ronconiano a Bohème, da Manon Lescaut alla Tempesta, dal palinsesto sull'automobile al coinvolgimento del premio Oscar Dante Ferretti per l'Egizio. Molti eventi saranno gratuiti, per quelli a pagamento i biglietti sono in parte in vendita da ieri. «Abbiamo investito tutte le risorse e le intelligenze del nostro territorio - ha detto Valentino Castellani -: le grandi aspettative sull'Italia in fatto di cultura non potevano andare deluse». Poi la palla è passata agli assessori alla Cultura di Comune, Provincia e Regione, Fiorenzo Alfieri, Valter Giuliano e Gianni Oliva. Alfieri ha ricordato «il metodo vincente di Torino: anziché creare dal nulla un festival costosissimo, abbiamo ottimizzato le risorse disponibili mettendo al lavoro intorno alle Olimpiadi tutti gli enti e le associazioni di cui la città dispone». Se Giuliano ha ricordato «i valori di pace insiti nello spirito olimpico», Oliva ha sottolineato un paradosso, salutando l'arrivo in corner di Rocco Buttiglione: «Sono perfettamente d'accordo con lui, quando protesta per la riduzione di budget imposto dalla Finanziaria alla cultura. Si punta tanto sul turismo e sulla cultura, e poi sono sempre queste le voci su cui si taglia, negli enti locali come nei governi». Petrucci ha rilevato che «Nel 1970 eravamo il primo paese al mondo per il turismo: da Torino partirà una riscossa, un rilancio del binomio cultura e sport per il nostro Paese». E il ministro Buttiglione.: «Se il turismo è solo mare e montagna, allora altre nazioni li offrono a prezzi più bassi. Ma sul turismo culturale, nessuno può battere l'Italia. Certo, se i tagli saranno tali da costringerci alla chiusura dei musei, non si faranno che passi indietro. I fondi per la cultura sono già sotto la soglia di tolleranza: i 150 milioni previsti dalla Finanziaria sono un'assurdità contro la quale alzerò la voce. Ci sono sacche di parassitismo, e sono pronto a prosciugarle, ma sui quattrini abbiamo toccato un limite oltre il quale non si può andare. Sono pronto anche ad aumentare i prezzi dei biglietti, e a varare la tassa di scopo per il cinema. L'aiuto responsabile dello Stato però non può mancare». Quando Oliva, presentandosi come «assessore diessino», s'è detto dello stesso avviso, Buttiglione è scoppiato a ridere: «Se l'opposizione è d'accordo, devo chiedermi dove ho sbagliato».