Pensateci, che senso avrebbe un Botticelli a Napoli? Nicola Spinosa lo sa e per arricchire la raccolta della "sua" Capodimonte ha preferito riempire le caselle vuote. Così, tra la pinacoteca, San Martino e il museo Duca di Martina, Napoli ha 15 nuovi capolavori. Tutti "tornati" a casa, e questo è un dato importante per i visitatori. Per chi è un po' più addentro, invece, la politica di acquisizioni è l'intelligente segnale che ilmuseo va di pari passo con gli studi. Tra le opere che saranno esposte (alcune per la prima volta) da venerdì a mezzogiorno, l'»altro» Carlo III, l'arciduca d'Asburgo, che nel 1707 si incorona re di Spagna e di Napoli, in opposizione a Filippo V di Borbone, messo sul trono dal re Sole. Il ritratto è di Solimena autore decisivo del Settecento, studiato da Ferdinando Bologna e nel mese di giugno scorso è stato il top lot dell'asta milanese di Sotheby's. Capodimonte l'ha acquistato con diritto di prelazione per 240 mila euro. Non sono da meno le altre opere, che meritano più di un'ascesa al colle: la grande tavola dell'Ultima cena diTeodoro d'Errico (studiato da Previtali e ora da Lina Vargas), l'olandese Hendricksz; una Sant'Agata visita in carcere San Pietro di Antonio De Bellis (il pittore importante e poco noto della chiesa di San Carlo alle Mortelle, del quale Stefano Causa a febbraio ha scoperto un quadro inedito nella chiesa di Saint Nicolas a Parigi che ha sorpreso per la sua qualità anche Pierre Rosenberg, accademico di Francia ex direttore del Louvre). Con De Bellis, a coprire le mancanze degli anni Quaranta e Cinquanta del XVII secolo, i Giochi di bimbi dipinti da Bernardo Cavallino con un occhio a Poussin pubblicato da Spinosache si aggiunge alla Santa Cecilia in collezione, unico datato e firmato dal maestro. Abbiamo già parlato di Perseo e Medusa di Luca Giordano e della Strage degli innocenti di Micco Spadaro, esposto alla mostra di tre anni fa. Giungiamo così al Pastore di Traversi, che pure ci riporta alla mostra spinosiana dedicata all'ultimo allievo di Solimena, senza il quale la vita del Settecento napoletano non ci sarebbe arrivata intatta nei suoi chiaroscuri. Per finire con Volaire, l'artista-viaggiatore francese sedotto dalla furia del vulcano, studiato da Marina Causa Picone, del quale Capodimonte esporrà una Veduta della Solfatara. Anche San Martino avrà tre nuove opere: un ritratto di Ferdinando I di Camuccini, una scultura di Caccavello e una Santa Teresa di Sanmartino, mentre la Floridiana è la sede propria di un servizio da caffè di porcellana nel suo cofanetto da viaggio della Real Fabbrica di Capodimonte. «Un omaggio alla città di Napoli in un momento di difficoltà e poverta civile e culturale commenta il soprintendente Spinosa per ricordare che ha avuto i momenti "alti" di una capitale».