Il Comitato per la Bellezza solleva alcune obiezioni critiche sul più recente spot televisivo di una grande società di telecomunicazioni. Lo spot, molto gradevole e ben girato, ha come ambiente il Foro Italico e il grande lastricato marmoreo per il quale vi si accede. Le obiezioni critiche sono motivate da alcuni fatti precisi: 1) lo spot è animato da una folla variopinta di ragazzi i quali volteggiano in skate-board su quel lastricato di marmo il cui accesso ci risulta assolutamente inibito a pattinatori e skate-boarder; 2) l'esibizione di massa si svolge in zona vietata e contigua a quella dei pregevoli mosaici pavimentali creati da alcuni importanti artisti - come Canevari, Russo, il grande Gino Severini - negli anni Trenta. Restaurati per i Mondiali 90, versano in condizioni critiche, alcuni sono in parte scomparsi e comunque la «cura» dei pattini a rotelle e degli skate-board è altamente distruttiva; c) lo spot si conclude con l'ingresso in moto del bravissimo Valentino Rossi su quegli stessi marmi ove la circolazione è ovviamente vietata, per tutta una serie di ragioni. Il Comitato per la Bellezza non può non segnalare, dunque, la pericolosità, anche sul piano psicologico, della emulazione di massa che un simile spot rischia di incoraggiare anziché esortare al rispetto di un complesso monumentale e di mosaici che fanno parte della storia del nostro '900 artistico. Questi ultimi vengono proposti, ci sembra, quali luoghi di esibizione e quindi di «consumo» generalizzato, del tutto privo di vincoli. Con effetti che, data la già scarsa vigilanza e stanti i progetti di commercializzazione spinta dell'intero Foro Italico, possono rivelarsi decisamente gravi per la conservazione del medesimo. presidente del Comitato per la Bellezza