Pompei. Il "Mosaico di Alessandro" torna alla Casa del Fauno. È prevista per giovedì alle 12,30 la presentazione e l'inaugurazione dell'opera realizzata dal centro Studi di Ravenna. Difatti in quell'occasione sarà presentato in anteprima alla stampa la copia del celebre Mosaico della "Battaglia di Alessandro", che torna ad ornare la pavimentazione dell'esedra della Casa del Fauno. La copia voluta dalla Soprintendenza archeologica di Pompei e subito visibile anche al pubblico, è stata realizzata dal Centro Internazionale Studi e Insegnamento del Mosaico di Ravenna, in maniera conforme nelle dimensioni (3,17 metri per 5,84 metri) nelle forme, nei materiali e nei colori all'originale, attraverso la realizzazione, con sofisticata tecnica, di oltre due milioni di tessere e mille pannelli di supporto. La grandiosa opera denominata "La Battaglia di Alessandro" proveniente dall'ambiente di rappresentanza della Casa del Fauno a Pompei può essere considerato il più celebre mosaico pervenutoci dall'antichità. L'originale consisteva in un dipinto attribuito a Philoxenos di Eretria per il re Cassandro alla fine del IV secolo avanti Cristo. Il mosaico fu eseguito a Pompei da maestranze alessandrine con tasselli policromi finissimi secondo la tecnica dell"'opus vermiculatum", e raffigura il momento decisivo di una battaglia della campagna persiana che vide affrontarsi Alessandro Magno, rappresentato in sella a Bucefalo, alla testa della sua cavalleria, contro Dario III, re di Persia, che, vinto, si dà alla fuga. Questa megalografia, al pari di tutto il resto della ricchissima decorazione musiva della casa, venne portata nell'Ottocento nelle collezioni museali borboniche posta su un carro ferroviario trainato da buoi (l'opera misura infatti oltre tre metri di lunghezza), ed è ora a Napoli, esposta al Museo Archeologico Nazionale. Alla conferenza stampa di giovedì interverranno Anna Maria Reggiani, direttore generale del Dipartimento per i Beni culturali e paesaggistici, Saturno Carnoli, responsabile del progetto, e Pietro Giovanni Guzzo, soprintendente archeologo di Pompei.