Un affollato tavolo di lavoro riunitosi presso la sede dell'assessorato regionale al Turismo e ai beni culturali mette in evidenzia lo spirito di collaborazione che anima gli enti locali le istituzioni preposte nella definizione degli interventi che quanto prima dovrebbero creare le condizioni per un definitivo duraturo rilancio di Pompei. Con l'assessore Marco Di Lello, all'incontro hanno partecipato l'arcivescovo Carlo Liberati, il sindaco del comune Claudio D'Alessio, il city manager della soprintendenza di Pompei Luigi Crimaco, l'amministratore dell'Azienda di soggiorno e turismo Luigi Necco. Non è mancato nessuno degli enti locali, protagonisti della realtà di Pompei, all'incontro tenutosi la scorsa settimana presso la sede dell'assessorato al Turismo e ai beni culturali. Tutti assieme a discutere del rilancio di Pompei: l'assessore Marco Di Lello, l'arcivescovo Carlo Liberati, il sindaco del comune Claudio D'Alessio, il city manager della soprintendenza di Pompei Luigi Crimaco, l'amministratore dell'Azienda di soggiorno e turismo Luigi Necco, riuniti intorno allo stesso tavolo. Vari i temi all'ordine del giorno: traffico, accoglienza, sicurezza, pulizia, servizi turistici in generale, nessuno più o meno importante dell'altro, ma l'impegno comune è che vi sia sinergia tra questi, per rendere la realtà pompeiana una piccola Svizzera quanto a organizzazione e accoglienza. Come affermato dallo stesso assessore Marco Di Lello: "Il tavolo di lavoro avviato è la testimonianza dello spirito di collaborazione, che deve animare tutte le istituzioni. Una serie di interventi coordinati che alimenteranno ulteriormente i due grandi attrattori di Pompei: il Santuario e la città antica, che insieme devono rappresentare sempre più poli di grande interesse, al fine di consentire a Pompei di essere tra i siti più visitati al mondo e con un livello di accoglienza e di servizi in linea con le altre capitali internazionali del turismo culturale." Con accenni anche alle inutili polemiche che hanno interessato Pompei in questi giorni, l'Assessore ribadisce "l'impegno è di lavorare tutti insieme in sintonia, mettendo da parte polemiche che non servono a Pompei, nella consapevolezza che abbiamo un enorme tesoro tra le mani che non possiamo consentirci di sprecare". E già in quest'occasione alcuni rappresentanti locali hanno annunciato quanto in cantiere per viaggiare nella direzione della collaborazione: il Santuario si sta attivando per riaprire l'hotel del Rosario e trasformare in albergo l'antico seminario, ottima mossa visto che i posti letto attuali sono appena 750 per una città che solo agli Scavi ha un carico di turisti di circa 10 mila unità per giorno. Tra i prossimi appuntamenti, che porteranno a Pompei migliaia di persone, c'è la Supplica della Madonna del Rosario prevista per il 2 ottobre, mentre poco prima l'arcivescovo Carlo Liberati volerà in Australia per un viaggio pastorale tra i fedeli australiani. Infine una grande mostra archeologica, che racconterà i ritrovamenti degli ultimi quarant'anni dei siti della valle del Sarno, verrà allestita prossimamente nell'istituto Sacro Cuore di Pompei. L'intento è di ampliare e migliorare la qualità dell'offerta, perché i turisti che si recano a Pompei per venerare la Madonna o per visitare la città antica conservatasi dopo la tragica eruzione del Vesuvio del 79 d.C., non siano costretti ad un turismo "mordi e fuggi" che si limita al tempo necessario alla visita e possano anche soggiornare in questi luoghi. Difatti al momento la città è male attrezzata, se non in alcuni rari casi, soprattutto dal punto di vista alberghiero. 29-09-2005