QUATTRO anni dopo il "Workshop Michelangelo", organizzato dal Comune per ripensare radicalmente, con la consulenza di cinque grandi architetti, l'allestimento della Pietà Rondanini, e concluso con l' affidamento del progetto ad Alvaro Siza,l'unica novità è l'avvio alla pulitura della statua. Come nel caso del Museo del Presente alla Bovisa, tante volte annunciato e mai neanche avviato, l'operazione Pietà Rondanini sta diventando una delle più enigmatiche incompiute di questa amministrazione sul fronte della cultura. I tre cambi della guardia al vertice della Soprintendenza (Contardi,Bon, ora Fiorio), titolare della penultima parola circa il nuovo allestimento (l'ultima spetta al Ministero dei Beni culturali), spiegano solo in parte il ritardo. L'assessore Carrubba e la direttrice centrale Mattala Malfino paiono in realtà bloccati dall'incertezza. Da un lato il desiderio di procedere con un rinnovamento che hanno fortemente voluto, dall'altro il timore delle polemiche scatenate da quanti, in città, difendono il vecchio allestimento,firmato negli anni '50 dal celebre studio BBPR. Carruba ieri ha detto che il progetto Siza è al Ministero, il Comune non può che aspettare. Ma l'impressione è che l'assessore, forse seccato dalle polemiche, non ci creda più. Sarebbe un peccato che un 'idea certo discutibile, però interessante e coraggiosa, finisse per diventare una storia non finita. Come la statua di Michelangelo.